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Agricoltura, Cia: la burocrazia è un mostro, bisogna adottare un altra strategia

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Si disincentiva ad affrontare l’impresa agricola per paura di troppi controlli, di troppi lacci e problemi che la burocrazia crea

L’agricoltore italiano perde un giorno su quattro per colpa della burocrazia. Faldoni e scartoffie di ogni genere per mettersi in regola, per la cui gestione le aziende possono spendere fino a 21mila euro. Senza contare il pellegrinaggio tra i vari uffici dell’amministrazione pubblica, che può durare anche due anni. Per le stesse pratiche, nei Paesi del Nord Europa basta invece esibire la stampa di tre mail di posta elettronica certificata.

A dipingere la burocrazia come un mostro che stritola le imprese è la Cia, la confederazione degli agricoltori, che stima in 26 miliardi ogni anno il costo sostenuto dalle piccole e medie aziende, in particolare quelle agricole, dovuto al peso eccessivo degli obblighi normativi e della pressione fiscale.

A questo si aggiunge un problema strutturale legato all’organizzazione commerciale del prodotto e a una distribuzione del valore non equa all’interno delle filiere. A lanciare l’allarme è il presidente degli agricoltori, Dino Scanavino, che dal palco dell’assemblea nazionale della Cia ha proposto un “Network dei Valori” e avanzato delle richieste al Governo per alleggerire il peso della burocrazia.

“Molte volte, soprattutto rispetto ai giovani – ha detto Scanavino – si disincentiva ad affrontare l’impresa agricola per paura di troppi controlli, di troppi lacci e problemi che la burocrazia crea.
Più elasticità, più velocità, più attenzione alle dinamiche che regolano e caratterizzano le agricolture d’Europa – ha proseguito – sono molte e non possono essere trattate tutte allo stesso modo. Gli incentivi ci sono – ha concluso Scanavino – e abbiamo bisogno che vengano erogati. Questo è un altro problema”.

Il Governo, ha assicurato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, farà di tutto per semplificare e rendere la vita più agevole alle aziende agricole: “Possiamo ascoltare queste richieste e cercare di rispondere lavorando per semplificare sul versante amministrativo e burocratico – ha affermato Poletti – perché nell’arco del tempo si è accumulata una grande quantità di denunce, dichiarazioni e comunicazioni, che non è vero che migliorano la qualità del risultato e danno più sicurezza. Sono fondamentalmente atti che per la pubblica amministrazione in qualche modo mettono al riparo. Si dice ‘l’abbiamo fatto’, ma poi la sostanza non cambia. Penso invece che bisogna guardare alla sostanza”.

La fotografia scattata all’assemblea degli imprenditori agricoli, cui ha partecipato anche il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, parla di un settore che rappresenta un asset strategico per il Paese. Un settore che però non esprime appieno le sue potenzialità e che con poche misure, ma ben mirate, potrebbe raddoppiare il proprio valore complessivo e garantire almeno 100mila nuovi posti di lavoro.

Fonte: askanews

Agricoltura, Cia: la burocrazia è un mostro, bisogna adottare un altra strategia ultima modifica: 2016-11-16T14:50:09+00:00 da Davide Corrado