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di Massimiliano Monti 0

Apple contro FBI per tutelare la privacy degli utenti

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Con un comunicato intitolato “Un messaggio per i nostri clienti”, Tim Cook annuncia spiega perché Apple si oppone alle richieste dell’FBI.

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Apple contro FBI: “Ci opponiamo a questo ordine, che ha implicazioni molto oltre questo caso legale“. Queste sono fra le prime parole che si possono leggere nel comunicato apparso sul sito ufficiale di Apple, dal quale apprendiamo che, dopo l’attentato terroristico del dicembre scorso a San Bernardino, il governo americano, attraverso l’FBI, avrebbe chiesto a Apple di aprire sui propri dispositivi una serie di accessi riservati al governo, da usare nei casi d’emergenza. Ecco la richiesta spiegata con le parole di Tim Cook, CEO di Apple:

Nello specifico, l’FBI vorrebbe che creassimo una nuova versione del sistema operativo di iPhone, aggirando svariate importanti caratteristiche di sicurezza, per installarlo su un iPhone recuperato durante le indagini. Nelle mani sbagliate questo software – che oggi non esiste – potrebbe avere le potenzialità per sbloccare qualsiasi iPhone che si trovi fisicamente in possesso di qualcuno.

L’FBI può usare diverse parole per descrivere questo strumento, ma non facciamo errori: costruire una versione di iOS che bypassa la sicurezza in questo modo creerebbe innegabilmente una backdoor. E mentre il governo può obiettare che il suo uso sarebbe limitato a questo caso, non c’è modo di garantire questo controllo.

Apple contro FBI: “Le implicazioni delle richieste fatte dal governo fanno venire i brividi”

La lettera di Cook spiega come l’azienda abbia offerto e sia disposta a offrire tutto il supporto possibile al governo e alle indagini, ma che una richiesta come questa potrebbe “minare le stesse libertà che il nostro governo dovrebbe proteggere“.

Nella lettera, Tim Cook spiega perché Apple ritenga la richiesta del governo pericolosa: in mani sbagliate potrebbe permettere un accesso completo a un dispositivo, compreso l’accesso a dati, messaggi, fotocamere e in pratica tutto quello che uno smartphone può raccogliere. Inoltre, sempre secondo il CEO di Apple, un uso sbagliato o un abuso di questa funzionalità danneggerebbe solo i cittadini onesti e rispettosi della legge: “Criminali e malintenzionati continueranno a crittografare [i propri dati, NdR] con strumenti che sono già in loro possesso“.

Apple contro FBI per tutelare la privacy degli utentiultima modifica: 2016-02-18T15:14:20+00:00da Massimiliano Monti
di Massimiliano Monti