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Attacchi hacker dalla Cina? Difendiamoci in tempo
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Attacchi hacker dalla Cina? Difendiamoci in tempo

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Nei giorni scorsi gli Stati Uniti sono stati oggetto di uno dei più clamorosi attacchi hacker della storia, che ha colpito anche servizi celebri come DynDNS, Twitter e molti altri. Ecco come difenderci.

Gli attacchi hacker, come tutti gli atti criminali, colpiscono quando meno ce lo aspettiamo. La scorsa settimana gli Stati Uniti sono stati al centro di uno degli attacchi hacker più grandi della storia, che ha lasciato gli utenti senza servizi per diverse ore. Un evento mai visto nel mondo della Rete, dove dopo cinque minuti le persone si lamentano già a colpi di hashtag come #Twitterdown. Eppure è successo, e la debolezza principale è stata una sorpresa per tutti, tranne che per gli esperti: i dispositivi collegati a Internet, quelli che in un modo o nell’altro rientrano nella Internet of Things, sono stati il punto di attacco.

Attacchi hacker: attenzione agli oggetti “smart”!

La questione è molto tecnica e complessa, ma la possiamo riassumere in questo modo: ogni dispositivo “smart” collegato a Internet è, in fondo, un piccolo computer che, se usato con cattive intenzioni, contribuire a un attacco. Presi da soli non possono fare molto, ma usandone migliaia o decine di migliaia si mette insieme una potenza di fuoco considerevole. Ma come è possibile per un piccolo gruppo di hacker controllare così tanti dispositivi?

La risposta è semplice: quasi nessuno cambia le password predefinite. In questo modo i criminali informatici (che chiamiamo hacker ma dovremmo usare il termine più corretto cracker) hanno vita facile: devono solo “scorrere” la Rete alla ricerca di questi dispositivi e usare il manuale di istruzioni uguale per tutti per accedere, “bucarli” e usarli per i propri scopi. Naturalmente qui semplifichiamo, la questione è decisamente più tecnica, ma il principio è invariato.

Come difendersi?

Anche se non ci sono ancora notizie di un possibile attacco rivolto all’Europa o all’Italia, possiamo comunque prendere qualche precauzione: soprattutto per impedire a chicchessia di accedere ai nostri dispositivi impunemente. La primissima cosa da fare è Cambiare le password predefinite di tutti gli oggetti collegati a Internet: telecamere per la videosorveglianza, smart TV, console da gioco, modem o router, ma anche baby monitor, caldaie o dispositivi per la domotica.

Poi, quando siamo a casa nostra, dalla connessione utilizzata da questi dispositivi, colleghiamoci al sito http://iotscanner.bullguard.com/ e facciamo clic sul tasto arancione Check if I am on ShodanQuesto sito raccoglie tutti i dispositivi connessi a Internet, in particolare quelli con debolezze o vulnerabilità. Essere in lista è il primo passo per finire nel mirino dei malintenzionati di mezzo mondo.

iotscanner.bullguard.com/

Se, come ci auguriamo, il risultato è positivo, facciamo un altro clic su Deep Scan. Attendiamo qualche istante e se tutto va bene il sistema ci risponderà Good News! Ricordiamoci che questo sito controlla solo se la nostra connessione è già presente fra quelle “a rischio”, per cui è solo una indicazione. Se per caso siamo in lista, non preoccupiamoci: basta cambiare le password di accesso ai nostri dispositivi collegati a Internet per essere al sicuro.

iotscanner.bullguard.com/

Attacchi hacker dalla Cina? Difendiamoci in tempo ultima modifica: 2016-10-25T18:27:23+00:00 da Massimiliano Monti