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Dopo l’attentato del 22 marzo, Brussels Airlines cerca il riscatto

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L’obiettivo della compagnia belga: movimentare 10 milioni di passeggeri entro il 2018

L’area partenze dell’Aeroporto internazionale di Bruxelles, in Belgio, oggi, si presenta così. Solo 6 mesi fa, il 22 marzo 2016, era ben diversa dopo che un commando di terroristi islamici aveva messo a segno un attentato, poi rivendicato dall’Isis, che ha causato 32 morti, tra cui l’italiana Patricia Rizzo, ricordati ora da questa lapide.

Dopo l’attacco, in aeroporto sono stati rinforzati i controlli di sicurezza e la compagnia di bandiera, la Brussels Airlines, superato il contraccolpo iniziale, anche economico, ha riportato il segno “+” davanti al numero di passeggeri in transito per lo scalo belga, come ha spiegato Frederic Dechamps, vice presidente vendite per i Paesi bassi, l’Europa e il Nord America.

“Pensiamo che, nonostante ciò che è accaduto, sia nostro dovere continuare a far crescere la compagnia e rinforzare il nostro network – ha commentato – poi riteniamo di avere la responsabilità, come ambasciatori del Belgio nel mondo, di provare a riportare in auge il Paese e in particolare Bruxelles”.

Comfort e benessere dei passeggeri sia in volo sia a terra sono le parole d’ordine della compagnia che punta su servizi di alta qualità, soprattutto per la clientala business che può contare, a Bruxelles, su una lounge multimediale dotata anche di salette per dormire e sale da bagno con doccia.

I numeri parlano chiaro: nel mese di agosto 2016 c’è stato un incremento del numero di passeggeri del 4.6% rispetto allo stesso periodo del 2015. Anno in cui i passeggeri sono stati in totale 7 milioni e mezzo, l’obiettivo è movimentarne 10 milioni entro il 2018, in attesa che la compagnia venga acquisita, per il rimanente 55%, dalla partner Lufthansa. Destinazioni principali: soprattutto l’Africa con 19 scali, poi Nord America, Europa e l’Italia, naturalmente, anche se, come ha spiegato Roberta Monti, direttore generale di Brussels Airlines per il nostro Paese, dopo il 22 marzo, il flusso di passeggeri diretti in Belgio, ha subito una battuta d’arresto di oltre il 30%.

“Il turismo si è fermato – ha detto – e ne stiamo ancora pagando le conseguenze. Da qui la ripresa e l’impegno con gli enti del turismo, il consolato, l’ambasciata e il trade stesso per cercare di tornare alla normalità, insieme all’aeroporto, per rivedere Bruxelles e il Belgio come una destinazione ancora interessante dal punto di vista turistico, sicura, possibile, mentre al momento la cosa non è ancora così scontata”.

La strategia di rilancio della compagnia belga, che conta 3.500 dipendenti e una flotta di 49 aerei che, nel giro di qualche anno saranno tutti Airbus, passa anche attraverso una campagna di comunicazione con 3 velivoli “special color” in giro per l’Europa, dedicati alle icone nazionali: Tin Tin, Magritte e la Nazionale di calcio Red devils.

Fonte: askanews

Dopo l’attentato del 22 marzo, Brussels Airlines cerca il riscatto ultima modifica: 2016-09-21T15:33:01+00:00 da Davide Corrado