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Cosa fare in caso di assegno scoperto
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Cosa fare in caso di assegno scoperto

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Avete emesso o siete stati pagati con un assegno scoperto? Volete sapere come dovete comportarvi e quali sono i rischi che si corrono? Qui ve lo spieghiamo

Prima di emettere un assegno è necessario controllare che la somma sia disponibile sul proprio conto, in modo tale da evitare che al momento in cui il beneficiario dell’assegno vada a riscuoterlo non si trovi davanti a un assegno scoperto. Questo perché l’assegno è un mezzo di pagamento che presuppone l’esistenza del credito disponibile.

L’ASSEGNO ERA SCOPERTO, ORA SI VIENE ISCRITTI IN UN QUALCHE REGISTRO?

Nel caso in cui un assegno risultasse scoperto e, quindi, il creditore non potrà essere pagato, seguirà il protesto di colui che ha emesso un assegno senza la disponibilità di credito nel suo conto corrente. Essere protestati porta a una serie di difficoltà, come ad esempio l’impossibilità di accedere a un finanziamento. Il protesto è l’atto formale con cui viene constato il mancato pagamento e serve per poter segnalare coloro che si sono resi rei di aver emesso un assegno scoperto.

COME SI FA A CHIEDERE?

Per poter chiedere il protesto bisogna presentarsi presso un notaio entro il termine di scadenza del pagamento dell’assegno, che può essere 8 giorni se è pagabile nello stesso Comune d’emissione o entro 15 se è pagabile in un altro Comune. Una volta appurato che l’assegno era scoperto, il nome della persona che lo ha emesso viene iscritta nel Registro informatico dei protesti, presso la Camera di Commercio e, questa iscrizione, rimane fino alla sua cancellazione tramite richiesta esplicita o passato il periodo di 5 anni dalla registrazione stessa.
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Cosa fare in caso di assegno scoperto ultima modifica: 2016-10-30T19:08:51+00:00 da Guide News Mondo