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Il valore finanziario del tempo e l’effetto capitalizzazione degli Interessi
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Il valore finanziario del tempo e l’effetto capitalizzazione degli Interessi

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Perché quando effettuiamo un investimento ci aspettiamo di avere un tasso di interesse? E cos’è “il tasso di interesse”?  E’ meglio un uovo oggi (Capitale liquido = C) o una gallina domani (Montante = M) ? Cosa lega l’uovo alla gallina? E ancora,  è meglio un investimento a capitalizzazione semestrale o annuale?

In ambiente finanziario “ Il tempo è denaro”, perché un medesimo flusso ha valore differente a seconda che sia disponibile (spendibile) oggi o a una data futura. Qualsiasi operazione di investimento implica lo scambio di somme di denaro in momenti differenti. Una somma spendibile oggi viene scambiata contro la promessa di restituzione di una somma superiore a una o più date future.

Il prezzo dello scambio = tasso di interesse = i,  in quanto  si ricollega alla differenza fra la somma restituita dal debitore ( ad esempio lo stato se si acquista un BTP) e quella erogata dal creditore (investitore/risparmiatore).  Per la rilevanza del fattore tempo, questi prezzi sono solitamente espressi come tassi di interesse.
Un tasso di interesse misura il compenso riconosciuto al creditore (l’interesse) per ogni euro prestato per un’unità temporale, e pertanto esprime il valore finanziario del tempo.

Ad esempio, in termini semplicistici e puramente matematici, se si ipotizza di investire un milione di euro in un’attività finanziaria (ad esempio un titolo stato) che rende il 10% annuo, il valore prelevabile fra un anno sarà di euro: 1.100.000 = 1.000.000 + 100.000 (cioè il 10% di 1.000.000).

E fra 2 anni? Sarà 1.200.000?  ovvero 100.000 euro all’anno per 2 anni? NO!!!! , perché non ci dobbiamo dimenticare dell’effetto di capitalizzazione composta ovvero degli interessi sugli interessi.
La stessa somma, se si ipotizza di investire nella medesima attività a un tasso invariato sia il capitale iniziale che gli interessi maturati, varrà fra due anni:  1.210.000 = 1.100.000 + 110.000 (cioè il 10% di 1.100.000).
Tale  valore finale si definisce “Montante = M” e la formula con la quale è stato determinato è:

  • alla fine del primo anno:
    M = C+Ci= C(1+i);
  • alla fine del secondo anno:
    M =[C(1 + i)]+[C (1 + i)]i = C (1 +2i+i2) = C(1+i)2
  • cioè 210.000 = 1.000.000 x (1 + 0,10)2

Morale della favola:  a parità di interesse nominale annuo conviene un investimento con capitalizzazione infrannuale.

               P.P. | UNICASIM 

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Il valore finanziario del tempo e l’effetto capitalizzazione degli Interessi ultima modifica: 2016-10-05T09:25:11+00:00 da wpunica