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La ” percezione del rischio ” da parte degli investitori
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La ” percezione del rischio ” da parte degli investitori

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Gli investitori non hanno percezione omogenea del rischio: lo dimostra una semplice comparazione tra andamento della Borsa e dei Tassi di interesse sui Titoli di Stato

Immaginiamo un investitore attento al rischio che cerchi alternative adatte per il proprio patrimonio, diciamo per semplicità con un orizzonte temporale di qualche anno. Tipicamente la prima scelta, retaggio di decenni di cattiva informazione, riguarda i titoli di stato che, percezione comune, non presentano rischio; perché non investire anche in borsa diversificando attraverso un prodotto di risparmio gestito? Un muro di paure, il nostro investitore ci sottopone un lungo elenco di motivazioni a supporto della propria atavica avversione al rischio ed ai prodotti che lo rappresentano ai sui occhi.

Ma è davvero così?

Ora, senza potere e voler poterci addentrare in un articolato percorso che richiami la moderna teoria dell’investimento, la necessità di diversificare ( anche in borsa) e senza scomodare fiumi di analisi e statistiche, molte volte incomprensibili, ci affidiamo ad un semplice paragone frutto del movimento dei mercati finanziari; analizziamo, confrontandolo, l’andamento del corso e del tasso del BTP decennale Italiano dell’ultimo periodo ( aprile – novembre 2016).

A sinistra il rialzo dei tassi, passati da un rendimento del 1.035% ad un più che doppio 2.105%, a destra l’analogo movimento del Future sul titolo decennale che ha comportato un ribasso del -6.58% nel periodo.

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Traduciamo questi dati e rispondiamo alla “classica” affermazione dell’acquirente di Btp:” ma tanto li porto a scadenza” ….quindi non rischio!!

Un mio caro amico direbbe “l’è minga vero!!” In realtà si presentano due scenari di fronte alla scelta effettuata dal nostro investitore “prudente” ad aprile del 2016:

  • I tassi non si riducono, e quindi la crescita dovrebbe riflettersi in prezzi crescenti dei beni (inflazione) e/o del rischio di default, entrambi troveranno parziale compensazione dal flusso cedolare che, aimè, resterà fissato al 1.035% lordo annua e dunque ad un magrissimo 0.91% pari ad un altrettanto scarno 9.06% in dieci anni, ben lontano dal generare valore per l’investitore.
  • I tassi tornano al punto di partenza e quindi il nostro investitore recupera il valore iniziale dell’investimento e si garantisce il tasso eccezionale del 0.91% annuo. Se mantiene a scadenza l’investimento sarà però remunerato solo da questa componente e dunque non riuscirà ad avere, nonostante i rischi corsi e non percepiti, un’adeguata remunerazione.

Cosa fare ?

Consulenza Indipendente

Significa la capacità di portare l’investitore a superare i vecchi ritornelli  affidandosi a scelte che realmente diversifichino il portafoglio con costanza e senza ragionamenti “artigianali”.

Significa utilizzare, non subire, il rischio per ottenere nel tempo il corretto rendimento.

Significa avere una selezione di strumenti che aiutino a non concentrare il rischio anche a fronte di patrimoni limitati.

 

L.A | UNICASIM

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La ” percezione del rischio ” da parte degli investitori ultima modifica: 2016-11-21T14:53:21+00:00 da wpunica