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di Massimiliano Monti 0

L’anonimo inventore dei Bitcoin candidato al premio Nobel

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Il premio Nobel per l’economia potrebbe andare a Satoshi Nakamoto, anonimo inventore dei Bitcoin, la moneta elettronica più celebre e diffusa.

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Il professtore Bhagwan Chowdhry della UCLA, Univerità della California di Los Angeles, probabilmente riuscirà a legare il suo nome alla storia del Premio Nobel pur non vincendolo. Infatti è stato chiamato dalla giuria a nominare un candidato, e ha fatto una scelta decisamente inaspettata. La sua nomina infatti è andata a Satoshi Nakamoto, inventore della valuta elettronica Bitcoin. Fino qui, quasi nulla di strano: i Bitcoin infatti sono stati un modo rivoluzionario di pensare al denaro, senza banche, organi di controllo o altri strumenti finanziari e soprattutto senza bisogno di strumenti di gestione centralizzati. Il problema è che Satoshi Nakamoto è uno pseudonimo dietro al quale si è celato l’invetore dei Bitcoin, rimasto anonimo dalla prima stesura del progetto nel 2008 fino alla sua uscita nel 2011. Alcuni sostengono addirittura che dietro questo nome potrebbero nascondersi più persone.

I Bitcoin al premio Nobel: la motivazione

Anche se i media generalisti hanno sempre dipinto i Bitcoin come una sorta di moneta pirata utlizzata soprattutto per comprare merci illegali sul mercato nero, è innegabile che questa tecnologia ha avviato un mondo, quello delle criptovalute, che ha avuto un forte impatto sul modo di percepire l’economia. Ecco come lo spiega il Professor Bhagwan Chowdhry:

L’invenzione dei Bitcoin – una valuta digitale – non è nulla di meno che rivoluzionario… offre molti vantaggi sia sulla valuta fisica sia su quella cartacea. È sicura, perché si basa si un codice crittografico quasi  inattaccabile, può essere divisa in milioni di sotto-unità, e può essere trasferita in modo sicuro e praticamente istantaneo da una persona a un’altra dotata di accesso a Internet nel mondo bypassando governi, banche centrali e intermediari finanziari come Visa, Mastercard, Paypal o banche commerciali, eliminando ritardi e costi di transazione.

Non è ancora chiaro come la commissione del Premio Nobel recepirà questa candidatura: è la prima volta nella storia che qualcuno presenta come candidato un anonimo. Ma il fatto stesso che i Bitcoin si siano guadagnati una menzione in un contesto pregiato come quello del Premio Nobel è già un fatto molto significativo.

Fonte foto copertina: Bitcoin.com

L’anonimo inventore dei Bitcoin candidato al premio Nobelultima modifica: 2015-11-09T16:26:21+00:00da Massimiliano Monti
di Massimiliano Monti