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L’impatto economico del referendum
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L’impatto economico del referendum

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Il referendum sulle modifiche della Costituzione del prossimo 4 dicembre farà crescere l’economia e risparmiare le casse dello Stato?

Secondo i SI, il PIL aumenterebbe dell’1% o anche di più – a seconda dei documenti e delle stime – mentre i risparmi derivanti dalla riduzione dei componenti del Senato (e del cambiamento delle sue funzioni) potrebbero arrivare fino a 500milioni di euro.

Il presidente del consiglio, Matteo Renzi, ne è talmente convinto che – quando ha presentato lo scorso ottobre le slides della manovra di bilancio – ha annunciato 500milioni in più per le politiche sociali, che avrebbero origine in non meglio definiti “risparmi istituzionali” (cioè la modifica della Costituzione).

Riguardo la crescita dell’economia

Nell’ultima nota di aggiornamento del DEF si dice: “Per effetto delle misure attuate e in programma si prevede una crescita del PIL per il 2017 dell’1,0 per cento. 

Affinché tuttavia la politica di bilancio stimoli la crescita e la creazione di occupazione, e le riforme strutturali adottate producano benefici crescenti nel tempo, il Paese ha bisogno di stabilità politica e istituzionale.

In tal senso le riforme istituzionali promosse mirano a rendere l’attuale sistema più stabile ed efficiente.

In particolare la riforma costituzionale intende snellire il processo legislativo, superando il bicameralismo perfetto e realizzando una più efficiente allocazione delle competenze e una riduzione dei contenziosi tra centro e periferia; la legge elettorale intende garantire governabilità, stabilità e accountability”.

Queste affermazioni del Ministero dell’Economia e Finanze non hanno però riscontro in alcun modello matematico, statistico ed economico… insomma, mai come in questo momento, la parola finale andrà (come sempre) ai mercati che potrebbero seguire, invece che le faccende di casa, le direzioni dei mercati internazionali ancora mossi dalle recenti elezioni americane.

Vi è poi la seconda questione: quanto farebbe risparmiare la modifica della Costituzione voluta da Renzi? Il premier dice 500 milioni, ma la Ragioneria dello Stato ha fatto per bene i conti e dice che al massimo si risparmieranno 57milioni di euro e, nello specifico, i costi del Senato si ridurrebbero non di tanto, ma al massimo del 9%,

In sostanza, i vantaggi economici determinati dallo stravolgimento della Costituzione (e dalla riforma elettorale) restano ipotetici.

 

P.Z | UNICASIM 

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L’impatto economico del referendum ultima modifica: 2016-11-15T11:06:19+00:00 da wpunica