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Morto Dario Fo, Nobel e giullare
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Morto Dario Fo, Nobel e giullare

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Si è spento a 90 anni Dario Fo, lasciando dietro di sé una grandissima eredità nello spettacolo, nella letteratura e nel cuore di tutti.

Dario Fo ci ha lasciati, con i suoi 90 anni dedicati a farci ridere, a farci riflettere, a inventare nuovi linguaggi e ad arricchire il mondo dell’arte. Soffriva di problemi polmonari e probabilmente il suo ultimo pensiero è andato alla sua Franca Rame, scomparsa nel 2013.
Di lei, Fo raccontò pochi mesi fa a La Repubblica che la sognava tutte le notti.

“La sogno da ragazza. O che uno spettacolo è saltato e studiamo una soluzione alternativa. Oppure mentre facciamo bellissimi viaggi, però poi non la trovo più. La cerco e Franca non c’è. Purtroppo funziona sempre così: Franca compare e poi nel finale sparisce. Un tormentone tragico che mi fa svegliare con dolore: già, Franca è morta”.

Una vita da giullare e da Nobel

Sembrano due destini contrapposti, e invece Dario Fo è riuscito a combinare dentro di sé, con il suo lavoro, l’anima da giullare che si fa un baffo del potere, e l’anima di un premio Nobel. Il premio gli venne conferito nel 1997 per la letteratura, con la motivazione “perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”.

Drammaturgo, scrittore, attore, regista, illustratore, pittore, attivista: queste e altre sono le mille sfaccettature che hanno condotto Fo nei piani più alti dell’Olimpo dell’arte, in Italia ma anche nel resto del mondo.

Figlio di un capostazione, Dario Fo ha spesso parlato della sua grande fortuna, che di certo non lo ha baciato per caso. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, venne assunto dalla Rai per scrivere testi satirici, poi lavorò in radio. La sua grande passione rimase il teatro, dove tra grammelot e satira, riscosse sempre un ampio successo, specie con “Mistero Buffo”, da lui giudicato il suo capolavoro.

Un altro grande punto di svolta fu l’incontro con Franca Rame, diventata presto sua moglie. Insieme lavorano a “Gli Arcangeli non giocano a flipper”, “Chi ruba un piede è fortunato in amore”, “La signora è da buttare”, per non parlare di “Canzonissima”, che segnò il suo bando dalla Rai, durato 14 anni.

La morte e Franca

“Non temo la morte ma neanche la corteggio. Se hai campato bene è la giusta conclusione della vita”, diceva.
L’ultimo regalo di Franca, per lui, è stato il ritrovamento di una rosa, sbocciata fuori stagione, fuori dalla sua porta di casa.
“Lei è sempre accanto a me, ogni volta che non so come trarmi di impaccio, la chiamo e mi risponde”. Stavolta, a chiamarlo accanto a sé, è stata proprio Franca.

Morto Dario Fo, Nobel e giullare ultima modifica: 2016-10-13T10:54:00+00:00 da Caterina Saracino