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Niente sesso, siamo robot: i sexbot al bando
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Niente sesso, siamo robot: i sexbot al bando

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Praticamente non esistono, ma hanno già un nome e una campagna per abolirli: i sexbot, robot dedicati a un tipo molto specifico di divertimento.

Secondo la dottoressa e ricercatrice Kathleen Richardson che ha lanciato la campagna, questo uso della tecnologia è superfluo e indesiderabile, come riporta la BBC.

Lo scenario è completamente ipotetico: sembra che alcuni produttori di Sex doll, bambole a grandezza naturale il cui uso si spiega da solo, intendano studiare come inserire un sistema di intelligenza artificiale nei loro prodotti. Sembra infatti che questo tipo di sexbot sia già richiesto dalla clientela.

Qui entra in gioco il lavoro della dottoressa Richardson, che si occupa di etica della robotica e che ha lanciato una campagna contro questa pratica. Anche se l’etica della robotica ha sapore di fantascienza più che di realtà, le ragioni della campagna sono più che serie, e motivate come ci si aspetterebbe da un ricercatore, al punto che in una delle pagine si precisa anche We are not proposing to extend rights to robots cioè Non stiamo proponendo di estendere i diritti (civili, NdR) ai robot. Anche perché i principali tutelati dalla campagna sono proprio gli esseri umani.

Secondo le parole che si possono leggere sul sito infatti, l’esistenza di questi robot rischia di alimentare l’idea che gli atti sessuali siano solo una questione fisica, senza coinvolgimento emotivo, e questo porterebbe sia a un rinforzarsi degli stereotipi sul sesso sia a una ulteriore mercificazione del corpo umano, con particolare riferimento a donne e minori, purtroppo ancora soggetti a questo tipo di vessazioni.

Fonte foto copertina: Wallpaperist

Niente sesso, siamo robot: i sexbot al bando ultima modifica: 2015-09-16T18:16:53+00:00 da Massimiliano Monti