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Referendum, analizzate le ragioni del Sì e del No dall’associazione “La Scossa”

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A Roma rappresentanti politici e giuristi in dibattito

Un dibattito sulla “Riforma costituzionale, le ragioni del Sì e del No”, per analizzare le implicazioni del referendum che si terrà il 4 dicembre e aiutare i cittadini a scegliere: si è svolto a Roma, promosso dall’Associazione “La Scossa”, e ha visto contrapporsi l’onorevole Mara Carfagna di Forza Italia per il fronte del No insieme ad Alfonso Celotto, docente di Diritto costituzionale e pubblico dell’Università degli Studi di Roma Tre, al deputato Dario Parrini del Pd insieme a Francesco Clementi, professore di diritto pubblico presso l’università di Perugia per il fronte del Sì.

A fare da moderatore Michelangelo Suigo, presidente dell’Associazione La Scossa, che riunisce un network di professionisti del settore pubblico e privato: “Rendendo omaggio a quello che è un principio liberale di Luigi Einaudi abbiamo pensato che conoscere per deliberare sia la cosa migliore. Ci siamo resi conto nell’associazione La Scossa che attualmente solo il 70% degli italiani ha conoscenza del quesito e degli argomenti di questa riforma, e quindi abbiamo creato questo momento di confronto e di dibattito come siamo avvezzi a fare”.

Dalle indagini demoscopiche emerge che l’informazione sui quesiti referendari è ancora confusa e che l’incertezza regna sovrana. Secondo l’istituto Piepoli, che ha svolto un sondaggio in proposito, tra quanti hanno dichiarato l’intenzione di andare a votare, solo il 15% si dichiara “molto informato” e un restante 60% “abbastanza informato”. Un altro dato indicativo è che tra coloro che hanno dichiarato l’intenzione di voler andare a votare ben il 32% è indeciso tra il Sì ed il No.

Ecco come Mara Carfagna (Fi) ha sintetizzato le ragioni del No: “Il procedimento legislativo sarebbe molto più complesso, molto più confuso, il riparto di competenze fra Stato centrale e regioni sarebbe molto più caotico, e poi abbiamo un Senato che è un pasticcio assoluto, formato da senatori che non saranno eletti dai cittadini, il Senato non scompare, non viene abolito, viene abolita la possibilità per i cittadini di eleggere i loro senatori, che avranno anche compiti importanti”.

Un punto, quello della nuova composizione del parlamento, che secondo i sostenitori del Sì è invece molto qualificante, come ha spiegato durante il convegno Dario Parrini (Pd): “Come tutte le grandi democrazie dell’Occidente l’Italia avrà due Camere, una soltanto delle quali darà la fiducia al Governo. Non avremo più una instabilità governativa potenzialmente causata da maggioranze diverse nelle due Camere, che sono elette da elettorati diversi: 45 milioni gli aventi diritto al Senato 50 milioni di aventi diritto alla Camera, e non avremo più il ping pong potenzialmente infinito dei provvedimenti legislativi tra Camera e Senato”.

Una questione complessa e importante, che ora sta ai cittadini decidere nelle urne il prossimo 4 dicembre.

Fonte: askanews

Referendum, analizzate le ragioni del Sì e del No dall’associazione “La Scossa” ultima modifica: 2016-11-17T16:39:18+00:00 da Davide Corrado