Varosha, dalle stelle di Hollywood ai fantasmi della grande fuga

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Varosha, il fiore all’occhiello di Cipro rimasto appassito tra le macerie e il ricordo dei fasti del passato

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Da Liz Taylor a Richard Burton passando per Raquel Welch e Brigitte Bardot e Catherine Deneuve: a Varosha, villaggio turistico e quartiere di lusso nella città di Famagosta, intorno agli anni Settanta era meta privilegiata per i grandi nomi del cinema internazionale e per i facoltosi provenienti praticamente da tutto il mondo. Un gioiello incastonato nell’isola di Cipro, fatto di resort a cinque stelle e spiagge da sogno.

La Grande Fuga

Nell’estate del 1974, l’esercito turco invade Cipro per soffocare un tentativo di colpo di Stato messo in atto da un gruppo di nazionalisti greco-ciprioti, i quali volevano riportare l’isola sotto l’egida greca. La motivazione ufficiale fornita dal governo turco per legittimare l’intervento armato parla della difesa della minoranza turca che vice a Cipro, ma i fatti, come spesso accade, parlano di altro. Ma questa è un’altra storia. Anche la ridente città di Famagosta e il villaggio di Varosha diventano parte del sanguinoso teatro di battaglia, e gli abitanti sono costretti ad abbandonare le loro case portando con sé solo lo stretto necessario. La Turchia occupa e controlla tutt’oggi la parte nord dell’isola, divisa in due dalla Green Zone controllata dalle forze dell’ONU.

Varosha, il sogno infranto

Varosha è situata nella parte turca di Cipro, poco più a nord della Green Zone. Al momento della fuga, tutti speravano di riportare il villaggio ai suoi fasti al termine del conflitto, ma nessuno aveva forse fatto i conti con le trame politiche che tessono il cammino della storia e dei popoli. A differenza di quanto accaduto per la gran parte delle altre città, infatti, Varosha non è stata rifondata in quanto ritenuta una preziosa merce di scambio nel corso delle trattative tra il governo turco e quello cipriota. Il presente ci parla di una città fantasma: nessun abitante ha potuto fare ritorno alla sua casa, nessuno può valicare il muro che, sorvegliato dai militari, protegge quelle macerie che conservano il ricordo di un passato felice prima della tragedia di una nazione.

Molteplici sono stati i tentativi di avviare delle trattative per riportare in vita Varosha, tutte fallite in attesa che riprendano i discorsi di pace rimasti interrotti ormai dal 2012.