Il Trattato di Lisbona compie dieci anni dalla sua entrata in vigore. Dopo la bocciatura della Costituzione Europea, il rilancio al progetto comunitario.

Il Trattato di Lisbona compie dieci anni. La riforma che ha istituito la Comunità europea, dopo le bocciature referendarie alla Costituzione, ha rilanciato il progetto comunitario.

Gli antefatti

All’inizio del nuovo secolo, l’Unione Europea si trova davanti a nuove sfide rispetto alla nascita della Cee. L’ambiziosa Costituzione europea, tuttavia, si infrange al momento della ratifica dei Paesi membri: in Olanda e Francia, dove si svolge il referendum, gli elettori votano in maggioranza per il no. Una brusca battuta d’arresto nel processo di unificazione.

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Verso un nuovo accordo

I leader europei iniziano così un periodo di riflessione che si concretizza nella Dichiarazione di Berlino (25 marzo 2007): l’obbiettivo dichiarato è quello di arrivare a un nuovo accordo entro due anni.

Il Trattato di Lisbona

Il 13 dicembre 2007 viene così firmato il trattato che istituisce la Comunità Europea, meglio noto come Trattato di Lisbona. Rispetto al precedente Trattato, quello di Nizza, esso abolisce i cosiddetti “tre pilastri” (mercato comune, politica estera e cooperazione giudiziaria). Si prevede, inoltre, il riparto di competenze tra Unione e Stati membri, si rafforza il principio democratico e la tutela dei diritti fondamentali.

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