La lettera di Alberto Stasi a Le Iene: “Mi hanno rovinato la vita ma io non mi arrendo e adesso vorrei che qualcuno facesse quello che non è mai stato fatto: leggere e, da informati, informare

È con una lettera indirizzata a Le Iene che Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi (26), torna a far sentire la sua voce e a chiedere giustizia alla luce anche dei nuovi sviluppi delle indagini che hanno individuato sotto alle unghie della vittima il DNA di una persona, coperta ancora dall’anonimato, interpellata fino a questo momento solo come testimone.

Io non ho ucciso Chiara e non smetterò mai di ripeterlo – scrive Alberto. Non so chi è stato ma il fallimento del sistema è stato doppio: non solo Chiara non ha avuto giustizia, ma hanno rovinato anche la mia vita. Quello che è successo a me può succedere a tutti. Mi hanno rovinato la vita ma io non mi arrendo e adesso vorrei che qualcuno facesse quello che non è mai stato fatto: leggere e, da informati, informare“.

Le indagini

Le nuove tracce di DNA sono ricollegabili non a un individuo ma a un gruppo familiare già individuato e che riporta a una persona nella cerchia delle amicizie di Chiara. L’uomo sarebbe stato già sentito in precedenza dalle autorità e avrebbe fornito un alibi che adesso potrebbe non bastare o almeno non prima di una ulteriore verifica. I legali di Stasi hanno precisato che la richiesta della verifica non rappresenta un’accusa nei confronti del giovane, la cui identità non è stata ancora resa pubblica dalla Procura e rimarrà riservata fino a nuovi sviluppi.

Vaccino Covid, quando farlo, come prenotarsi e da chi saremo chiamati

TAG:
alberto stasi chiara poggi evidenza omicidio di garlasco

ultimo aggiornamento: 21-12-2016


Genova compro-oro: 5 arresti nel maxi blitz

Sentenza delitto Ragusa: Antonio Logli è colpevole