Gli anarchici italiani Sacco e Vanzetti furono giustiziati il 23 agosto 1927. L’accusa per un duplice omicidio destò molti dubbi sulla loro colpevolezza.

La storia di Sacco e Vanzetti si ricorda a distanza di quasi un secolo. Era infatti il 23 agosto 1927 quando i due anarchici italiani vennero giustiziati per l’accusa di duplice omicidio.

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Chi erano Sacco e Vanzetti

Ferdinando Nicola Sacco era nato a Torremaggiore (FG) il 22 aprile 1891, Bartolomeo Vanzetti era nato a Villafalletto (CN) l’11 giugno 1888. Quest’ultimo giunse negli Stati Uniti nel 1908 mentre il primo viaggiò Oltreoceano nel 1913. Nel 1916 Sacco e Vanzetti si conobbero ed entrarono entrambi a far parte di un gruppo anarchico di italoamericani. Fuggiti in Messico per evitare la chiamata alle armi durante la Grande Guerra, fecero ritorno in Massachusetts tre anni più tardi.

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L’accusa e il processo

Nel maggio 1920 vennero entrambi accusati di una rapina avvenuta a South Braintree, un sobborgo di Boston; in tale occasione erano stati uccisi a colpi di pistola il cassiere della ditta (il calzaturificio Slater and Morrill), Frederick Albert Parmenter, e una guardia giurata, Alessandro Berardelli. A parere di molti, alla base del verdetto di condanna, da parte di polizia, procuratori distrettuali, giudice e giuria vi furono pregiudizi e una forte volontà di perseguire una politica del terrore suggerita dal ministro della giustizia Palmer e culminata nella vicenda delle espulsioni.
Quando il verdetto di morte fu reso noto, si tenne una manifestazione davanti al palazzo del governo, a Boston. La manifestazione durò ben dieci giorni, fino alla data dell’esecuzione. Il corteo attraversò il fiume e le strade sterrate fino alla prigione di Charlestown.

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ultimo aggiornamento: 23-08-2021


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