Il 26 maggio 1993, all’Olympiastadion di Monaco di Baviera, si gioca la finale di Champions League. Il Milan è favorito ma i francesi beffano i rossoneri con un gol di Boli.

Il Milan di Fabio Capello torna a vincere il campionato al primo tentativo dopo l’epopea sacchiana. Baresi e compagni, fuori dalle coppe europee dopo la squalifica per i fatti di Marsiglia, si concentrano sul campionato, vinto senza mai perdere. Per la stagione 1992/93, allora, il Milan punta al bis-scudetto e alla Champions League, nuova formula della vecchia Coppa dei Campioni. Il mercato è in grande stile: Papin, Boban, Savicevic, Lentini e Eranio.

Doppio fronte

Nella prima parte della stagione i rossoneri vanno a mille, fornendo prestazioni spettacolari e ricche di gol. In campionato il Milan va subito in testa mentre in Europa vengono superate l’Olimpia Lubiana e lo Slovan Bratislava. A fine novembre inizia il girone per la qualificazione alla finale e Van Basten cala un meraviglioso poker al Goteborg. Il Diavolo non molla un colpo: in campionato sia avvia verso un nuovo trionfo e in Champions League vince sempre.

26 maggio, finale amaro a Monaco

I rossoneri stravincono il girone e si qualificano per la finalissima, in programma il 26 maggio 1993 a Monaco di Baviera. L’avversario è l’Olympique Marsiglia dell’ambizioso Tapie. Capello taglia fuori Gullit e punta sul rientrante Van Basten in coppia con Massaro. Il Milan ha perso smalto ma è pur sempre favorito. Il duo offensivo ha almeno una grande occasione a testa: Barthez e pochi centimetri dicono di no ai rossoneri. Poi, quasi allo scadere del primo tempo, ecco la beffa: da un corner che non c’è spunta la testa di Boli che buca Sebastiano Rossi. La reazione del Milan è alquanto sterile e così i francesi vincono la loro prima e unica Champions League.

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