Il 28 febbraio 1986, a Stoccolma, veniva ucciso Olof Palme. Il primo ministro svedese è vittima dell’attentato di Stig Engstrom.

Sono passati 35 anni dall’assassinio di Olof Palme, primo ministro di Svezia.

La sera del 28 febbraio 1986

Poco dopo le 23 del 28 febbraio 1986, il politico socialdemocratico faceva rientro a casa insieme alla moglie dopo essere stato al cinema. Nei pressi di via Sveavägen, nel pieno centro di Stoccolma, dall’ombra spuntò l’assassino che sparò due colpi di 357 Magnum alla schiena di Palme mentre gridava imprecazioni contro di lui. La moglie fu ferita dal colpo andato a vuoto, ma di striscio e senza gravi conseguenze. Sei minuti dopo la mezzanotte fu dichiarata la morte del capo del governo svedese, per effetto di un solo colpo.

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L’assassino di Olof Palme

La Svezia fu chiaramente scossa da quel gesto di violenza, mai accaduto prima in tempi moderni. L’indagine e il processo sarà il più lungo – e più costoso – nella storia del Paese scandinavo. Inizialmente, i sospetti si concentrarono su Christer Pettersson, alcolizzato e tossicodipendente, riconosciuto dalla moglie di Palme pur con alcune incertezze. Condannayo all’ergastolo, fu successivamente prosciolto dalla Corte d’Appello per insufficienza di prove e scarcerato. Dopo ulteriori anni di indagini i magistrati svedesi hanno concluso che a uccidere l’ex primo ministro svedese fu Stig Engström, un grafico con simpatie di destra morto nel 2000.


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