L’Azerbaigian è tornata indipendente 30 anni fa, il 30 agosto 1991, dopo quasi 70 anni sotto l’Unione Sovietica. Ayaz Mutallibov primo presidente.

Sono passati trent’anni da quando l’Azerbaigian ha dichiarato la propria indipendenza, sganciandosi da Mosca dopo quasi sette decenni.

La dichiarazione d’indipendenza

Era infatti il 30 agosto 1991 quando il Soviet Supremo azero votò una risoluzione per il distacco dall’Unione Sovietica. Nel 1922, dopo la breve esperienza della Repubblica Democratica, l’Azerbaigian fu invaso dall’Armata Rossa e venne così assoggettato a Mosca. Con Armenia e Georgia, divenne parte della RSSF Transcaucasica, uno Stato federato de jure nell’URSS.
A seguito della politica di glasnost’ (trasparenza) iniziata dal segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica Michail Gorbačëv, ebbero inizio disordini economici, politici e scontri etnici, in particolare nella Regione del Nagorno Karabakh. Le manifestazioni per l’indipendenza a Baku furono soffocate nella violenza. Dopo il crollo del Muro di Berlino partì la disgregazione dell’impero sovietico.

L’Azerbaigian

Il nome, usato nel 1918, venne adottato dal principale partito dell’epoca, il Musavat, per ragioni politiche: fino a allora, Azerbaigian era usato esclusivamente per identificare la regione adiacente dell’Iran nordoccidentale contemporaneo. Lo Stato è la porta che separa l’Europa Orientale e l’Asia Occidentale, confinante a nord con la Russia, a sud con l’Iran, a est con il Mar Caspio e, soprattutto, a ovest con l’Armenia, con cui da tre decenni con si placa lo scontro per il controllo del Nagorno Karabakh. La lingua ufficiale è l’azero, che appartiene alle lingue turche, così come l’etnia di oltre il 90% dei 10 milioni di abitanti.

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