Il Trattato di Maastricht è stato firmato il 7 febbraio 1992, avviando il percorso verso l’unione politica e monetaria dei membri.

Ventotto anni fa è stato firmato il Trattato di Maastricht. La sera del 7 febbraio 1992, nei Paesi Bassi, sulle rive della Mosa, i dodici membri della Cee siglato il trattato che dà vita all’Unione Europea.

I tre pilastri

Il Trattato di Maastricht, che entrerà in vigore il 1º novembre 1993, definisce i cosiddetti tre pilastri dell’Unione europea, fissando anche le regole politiche e i parametri economici e sociali necessari per l’ingresso dei vari Stati aderenti.

Il Trattato di Maastricht

La firma arriva al termine dei negoziati. L’accordo comprende 252 articoli nuovi, 17 protocolli e 31 dichiarazioni. L’Unione europea così creata veniva edificata sui tre pilastri del progetto Santer, il cui principale sarebbe stato quello noto come “Comunità europea”.

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I parametri

Il Trattato di Maastricht ha anche posto le basi per l’unità monetaria. Entro il 1º gennaio 1999 sarebbe infatti nata la Banca centrale europea (BCE) e il Sistema europeo delle banche centrali (SEBC) che avrebbe coordinato la politica monetaria unica. Venivano distinte due ulteriori tappe: nella prima le monete nazionali sarebbero continuate a circolare pur se legate irrevocabilmente a tassi fissi con il futuro Euro; nella seconda le monete nazionali sarebbero state sostituite dalla moneta unica. Per passare alla fase finale ciascun Paese avrebbe dovuto rispettare cinque parametri di convergenza: rapporto tra deficit pubblico e PIL non superiore al 3%; rapporto tra debito pubblico e PIL non superiore al 60% (Belgio e Italia furono esentati); tasso d’inflazione non superiore dell’1,5% rispetto a quello dei tre Paesi più virtuosi.


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