L’8 luglio 1978, al 16° scrutinio, Sandro Pertini viene eletto settimo presidente della Repubblica. Sul socialista converge tutto l’arco costituzionale.

L’8 luglio 1978 Sandro Pertini risulta eletto presidente della Repubblica. Il Parlamento, in seduta comune, vota ben 16 volte prima di trovare il successore a Leone.

Lo scandalo Lockheed

Due anni prima, la compagnia aerea statunitense Lockheed ammise il pagamento di tangenti per vendere i propri velivoli a diversi Stati. In Italia, le accuse (poi rivelatesi false) arrivano a colpire il capo dello Stato Giovanni Leone. Il quale decise infine di dimettersi sei mesi prima della scadenza naturale del mandato.

L’elezione del presidente della Repubblica

Ai blocchi, al primo scrutinio del 29 giugno, la Dc vota Gonella, il Pci Amendola, il Psi Nenni. Le cose non cambiano nelle successive due elezioni. Al IV scrutinio il quorum scende alla maggioranza assoluta. Tredici estenuanti votazioni che praticamente si concludono con lo stesso esito: comunisti compatti su Amendola, mentre democristiani, socialisti e partiti laici di maggioranza che si astengono.

La proposta di Craxi

Il 2 luglio, il segretario Psi Craxi propone il nome di Sandro Pertini, già due volte presidente della Camera. Il numero uno socialista vuole che la Dc sostenga un socialista al Quirinale (sempre appannaggio dei democristiani, a eccezione di Einaudi e Saragat). Il muro della “Balena bianca” non cede ma la pressione dell’opinione pubblica si fa sempre più insistente.

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L’ok di Zaccagnini

Il pressing ha l’effetto sperato da Craxi: il segretario Dc Zaccagnini dà l’ok a Pertini. Su tale nome si accodano anche gli altri partiti del cosiddetto “arco costituzionale” (PCI-PSDI-PRI e PLI) e il politico ligure risulta eletto l’8 luglio 1978, al 16º scrutinio, con 832 voti su 995, corrispondenti all’82,3%, la più larga maggioranza della storia repubblicana. Nel 1985 gli succede Cossiga.

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