Il virus H5N1 dell’aviaria preoccupa gli esperti: dopo il primo caso su una pecora, l’Ukhsa lo inserisce tra i 24 patogeni potenzialmente pandemici.
Negli ultimi anni, la consapevolezza globale verso le malattie infettive emergenti è cresciuta esponenzialmente, ora è il turno del H5N1. Dopo l’esperienza del Covid-19, le istituzioni sanitarie monitorano con attenzione ogni nuovo focolaio. I virus zoonotici, capaci di passare dagli animali all’uomo, rappresentano oggi una delle principali preoccupazioni. In questo scenario si inserisce l’allerta lanciata dal Regno Unito: un caso che potrebbe avere implicazioni ben più gravi di quanto sembri inizialmente.

Un mondo sempre più esposto alle minacce virali
Non è raro che virus influenzali circolino tra gli uccelli, ma la situazione si complica quando questi patogeni fanno il cosiddetto “salto di specie”, infettando animali che normalmente non dovrebbero contrarre quel tipo di influenza. È il caso dell’H5N1, noto come virus dell’aviaria, che ha dimostrato una preoccupante capacità di adattamento.
Dall’allerta veterinaria alla minaccia pandemica
Il punto di svolta è arrivato nel Regno Unito, dove è stato identificato il primo caso di una pecora positiva al virus H5N1. Un fatto senza precedenti, che ha spinto l’Health Security Agency britannica (Ukhsa) a intervenire pubblicamente. Secondo Richard Pebody, direttore del dipartimento di Malattie infettive, “il virus ha il potenziale per diventare una futura pandemia”. Dichiarazioni che non passano inosservate.
L’Ukhsa ha inserito l’H5N1 in una lista di 24 patogeni considerati potenzialmente in grado di causare una nuova “Malattia X”, termine con cui si indica una futura pandemia sconosciuta. Tra questi, ci sono virus come il morbillo mutato, il Nipah, e alcuni Picornavirus capaci di scatenare condizioni simili alla poliomielite.
Ma la notizia che più allarma è proprio la crescente capacità dell’H5N1 di infettare specie animali diverse, incluse mucche da latte e ora anche ovini. Questo salto di specie rappresenta un segnale chiaro per gli esperti: il virus si sta adattando. E il rischio che possa acquisire la capacità di trasmettersi tra esseri umani è, purtroppo, più concreto che mai.