Una donna di 46 anni è stata trovata semicarbonizzata a Giulianova: indagato un amico, che le avrebbe venduto della droga, fuggito in Albania.
Le indagini sulla tragica morte di Fabiana Piccioni, la donna di 46 anni trovata senza vita e semicarbonizzata in una radura a Giulianova, stanno arrivando a un punto cruciale. I carabinieri e la procura di Teramo hanno individuato un sospettato: si tratta di un amico della vittima, un uomo di 52 anni di origini albanesi. L’uomo è attualmente indagato e risulta fuggito nel suo Paese d’origine subito dopo i fatti.

Donna trovata semicarbonizzata: la svolta nelle indagini
Fabiana Piccioni, come riportato da Today, era scomparsa il 2 gennaio e da quel momento non si erano più avute sue notizie. Il suo corpo è stato rinvenuto il 9 gennaio in una zona isolata di Giulianova, precisamente in via Cavoni, nella parte alta della cittadina.
La donna è stata trovata nuda e semicarbonizzata. Gli inquirenti ipotizzano che la morte sia stata causata da un malore provocato dall’assunzione di un mix di cocaina e oppiacei. Secondo quanto emerso dalle indagini, la dose letale sarebbe stata ceduta alla vittima dal 52enne oggi indagato.
Dopo la morte della donna, l’uomo avrebbe tentato di disfarsi del cadavere, tentando di bruciarlo per nascondere ogni traccia.
Le indagini sull’amico e la fuga in Albania
Le autorità hanno reso noti gli ultimi sviluppi durante una conferenza stampa tenutasi il 3 aprile presso il comando provinciale dei carabinieri di Teramo. L’uomo, residente a Mosciano Sant’Angelo, aveva abbandonato la sua abitazione e i locali commerciali della sua ditta, usati come magazzino. Poco dopo, è fuggito in Albania, rendendosi irreperibile.
La procura ha disposto diverse perquisizioni e sequestri riconducibili alle sue attività, nel tentativo di raccogliere ulteriori elementi per chiarire le responsabilità. Sono stati ascoltati amici e testimoni per ricostruire le ultime ore di vita della donna, stimata in città anche per il suo impegno nel volontariato. Le indagini sono ancora in corso.