Uccide il marito con l'antigelo: l'orribile vicenda
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Uccide il marito con l’antigelo: l’orribile vicenda

Scena del crimine nastro polizia

Una donna è stata condannata all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale per aver avvelenato il marito con l’antigelo.

Nelle tragedie familiari, spesso i segnali di allarme vengono colti troppo tardi, alcune volte per la moglie altre volte per il marito. In alcuni casi, però, il sospetto precoce può essere la chiave per svelare verità terribili. È quello che è accaduto nel settembre del 2021 in Georgia, quando un uomo è stato trasportato d’urgenza all’Archbold Memorial Hospital, lamentando sintomi che i medici hanno subito trovato sospetti. Dopo un ricovero di circa una settimana, l’uomo è deceduto, ma il comportamento del personale sanitario ha acceso un faro su quella morte apparentemente inspiegabile.

Macchina della polizia sirene accese
Macchina della polizia sirene accese – newsmondo.it

Un sospetto silenzioso nato in ospedale

Il sospetto di avvelenamento è stato immediato. I medici, grazie a un’analisi tempestiva e a un protocollo diagnostico accurato, hanno richiesto test specifici che hanno fornito le prime basi per un’indagine più profonda. Il caso, tutt’altro che semplice, è stato affidato allo sceriffo della contea di Thomas e al Georgia Bureau of Investigation, che hanno impiegato quasi due anni per costruire un quadro completo.

Un veleno comune per un crimine calcolato

Non è raro che alcune sostanze pericolose, comunemente usate nella vita quotidiana, si trasformino in strumenti di morte. L’antigelo, ad esempio, contiene etilenglicole, un composto chimico che può risultare letale se ingerito. È incolore, ha un sapore dolciastro e, se somministrato in piccole dosi, può passare inosservato per giorni.

È proprio questo il veleno scelto da Torii Fedrick, la donna che ha avvelenato suo marito, Phil Fedrick, causando la sua morte nel giro di una settimana. Secondo la ricostruzione della giuria e della pubblica accusa, l’azione è stata deliberata e metodica. Le prove raccolte hanno portato alla condanna della donna per omicidio volontario, omicidio preterintenzionale e aggressione aggravata.

La sentenza è arrivata il 27 marzo 2025: ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Un epilogo drammatico per una vicenda nata tra le mura domestiche, ma svelata grazie al lavoro congiunto di medici attenti e investigatori perseveranti.

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ultimo aggiornamento: 4 Aprile 2025 13:14

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