Nesta e il Milan di Berlusconi: un'accoglienza fuori dal comune
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Direttore: Alessandro Plateroti

“Con Berlusconi sceglievi qualsiasi casa, poi i mobili che volevi”: arriva la rivelazione

Silvio Berlusconi

Alessandro Nesta svela i dettagli del suo arrivo al Milan durante l’era Berlusconi: un trattamento da re, tra case pagate, mobili su misura e un’accoglienza senza precedenti.

Nel calcio, cambiare squadra può voler dire stravolgere la propria vita. Per Alessandro Nesta, bandiera della Lazio, il trasferimento al Milan nel 2002 fu uno choc emotivo. A 26 anni lasciò la sua città e la squadra del cuore per approdare in uno dei club più forti al mondo, dominato dalla visione ambiziosa di Silvio Berlusconi.

Alessandro Nesta
Alessandro Nesta

L’inizio di una nuova era

I primi tempi furono durissimi, come lui stesso ha raccontato: “L’impatto all’inizio ho sofferto, che mi sono staccato dalla Lazio, ma dopo, quando ho capito dove ero arrivato e che club era, mi sono tirato su le maniche, che i primi 4 mesi ho fatto schifo. Prima partita a Modena, esordio mio col Milan, disastro, ho fatto ridere.” Ma proprio in quel momento cominciò a scoprire un mondo completamente diverso, dove il calciatore era messo al centro di tutto.

Berlusconi e l’ospitalità del Milan: un altro pianeta

L’epoca Berlusconi al Milan non era fatta solo di trofei, ma anche di una gestione societaria unica. “Livello top mai visto, top. Io lo pensavo, ma non sapevo bene come fosse. Sono arrivato, cioè, ti pagano la casa. Tu puoi prendere qualsiasi casa vuoi in affitto e loro ti pagano l’affitto. Dopo, se è vuota, loro ti portano al mobilificio e ti comprano tutti i mobili che vuoi.” Il presidente Berlusconi voleva che i suoi calciatori non pensassero ad altro che a vincere.

Il ricordo è vivido, quasi incredulo: “Io detto a mia moglie: ‘Facciamo i romani, leva il tappeto, metti qua…’. Però è una follia. Ecco perché devi pensare soltanto a giocare.” Un’accoglienza così cambiava tutto: “Mi sono affacciato lì all’Hotel Gallia, quando mi hanno presentato, avevo una faccia… Galliani mi ha detto: ‘Oh, qui devi sorridere’. Ma io ho detto: Dammi un giorno, dottore.”

Accanto a lui, un punto fermo: Paolo Maldini. “Per me è il più forte difensore in assoluto… Tutt’oggi, quando lo vedo, è l’unica persona che quando incontro mi mette in imbarazzo. Nel senso che è diverso.”

E così, in quell’ambiente costruito per eccellere, accadde ciò che nessuno si aspettava: “Poi dopo ho iniziato e sono stato fortunato, il primo anno abbiamo vinto la Champions…” Come riportato da fanpage.it

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ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2025 14:14

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