Come i nuovi dazi del 2025 imposti da Trump su tè e caffè stanno causando aumenti di prezzo e spingendo verso soluzioni alternative.
La situazione attuale presenta un panorama che desta crescente preoccupazione: i consumatori negli Stati Uniti e non solo si stanno preparando a pagare un prezzo molto più elevato per il caffè. Questo fenomeno è la combinazione fra nuove barriere commerciali e fattori climatici debilitanti, che creano un terreno fertile per un aumento drastico dei costi.

L’effetto combinato di dazi e clima sul prezzo del caffè
Dal 6–7 agosto 2025, gli Stati Uniti hanno introdotto dazi del 50 % sulle importazioni di caffè arabica dal Brasile, che è il principale fornitore mondiale. Insieme a una produzione in calo (anche del 10 %) a causa di gelate e raccolti ridotti, ciò ha spinto i futures dell’arabica a circa 3,74 $ per libbra, rispetto ai 2,80 $ di fine luglio. Nello stesso periodo, alcune caffetterie newyorkesi hanno già annunciato rincari fino al 14,5 % sul prezzo finale per i consumatori.
Anche il comparto del té è sotto pressione: le alte tariffe si estendono a Paesi come India e Vietnam, importanti esportatori, costringendo produttori di miscele aromatiche a rivedere i costi.
Possibili ripercussioni e soluzioni alternative
In risposta a queste tensioni, alcune iniziative potrebbero offrire una via d’uscita. Sta crescendo l’interesse per il yaupon, una pianta originaria del Nord America con proprietà stimolanti simili al tè. Essendo coltivabile localmente, sfuggirebbe ai dazi e potrebbe rappresentare un’alternativa più sostenibile e meno dipendente dalle importazioni.
Sul fronte internazionale, emergono anche tentativi politici di alleviare la pressione tariffaria. Il Brasile sta discutendo con gli Stati Uniti possibili esenzioni o riduzioni delle tariffe, in un contesto già segnato da crescenti tensioni geopolitiche e riorientamenti verso mercati alternativi.
Il prezzo del caffè rischia di crescere sensibilmente, spinto sia dai dazi del 50 % imposti da Trump che da problemi strutturali nella produzione agricola. Consumatori, bar e distribuzione si trovano di fronte a una fase di forte instabilità dei prezzi. In parallelo, emergono soluzioni come il yaupon e iniziative diplomatiche per mitigare i costi, ma al momento l’impatto immediato sul mercato resta significativamente preoccupante.