Una paziente è morta in seguito ad un’operazione al cuore. Ad essersi rivelato fatale, è stato un dettaglio trascurato.
Dopo la ragazza trovata morta in un lago, la cronaca ha fatto riemergere un altro episodio drammatico. Come riporta Leggo, la vicenda in questione risale al 2017, quando una paziente è morta in seguito ad una delicata operazione al cuore. Ad essersi rivelato fatale, è stato un dettaglio trascurato. Con maggiore attenzione, la vittima sarebbe probabilmente riuscita a sfuggire al tragico evento.

I dettagli del caso
Il fatto in questione è accaduto circa 8 anni fa a Firenze, quando una paziente si è rivolta ad una clinica per verificare l’entità di alcuni disturbi da lei manifestati. I disturbi in questione erano tutto sommato lievi. Nulla di cui preoccuparsi dunque.
Era stata segnalata una dilatazione dell’aorta pari a circa 50 millimetri. Nonostante ciò non venga previsto in alcun modo dalle linee guida imposte dalla medicina, alla donna è stato effettuato un reimpianto della valvola aortica in una protesi vascolare.
Ciò è stato notificato dal giudice Massimiliano Sturiale come la causa determinante del decesso della paziente. La donna, durante l’operazione, ha contratto un’infezione che ha poi portato alla sua morte. Il “batterio” in questione non era in alcun modo emerso prima chela donna si sottoponesse ai ferri.
La sentenza dei giudici
Per via di quanto accaduto, la responsabilità del decesso della paziente è stata attribuita interamente allo staff coinvolto. La clinica fiorentina è stata indicata come colpevole, con una sentenza di primo grado che ha portato anche ad un risarcimento di un milione e 40 mila euro per eredi e familiari.
Ai quali verranno poi sommati gli interessi maturati e accumulati nel corso di questi 8 anni (quasi 9) trascorsi. Il fatto in questione è stato ricostruito di recente dalla giustizia, al fronte di alcune dinamiche inizialmente poco chiare.