Riforma condominio: stop contanti, morosi a carico di tutti e amministratori laureati
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Direttore: Franco Ferraro

Riforma condominio: stop contanti, morosi a carico di tutti e amministratori laureati

palazzo visto dal basso

La nuova riforma del condominio cambia tutto: obbligo di laurea per gli amministratori, addio ai contanti e morosità condivisa.

A tredici anni dalla legge 220/2012, il Parlamento torna a occuparsi in modo sistematico della gestione del condominio. Il nuovo disegno di legge AC 2692, presentato il 17 dicembre 2025 da Fratelli d’Italia e firmato da Elisabetta Gardini, segna una svolta profonda nel modo in cui si amministra la vita condominiale. La proposta si presenta come un testo “aperto”, da perfezionare con l’aiuto di esperti e associazioni del settore, ma già oggi evidenzia un cambio di passo importante rispetto al passato.

L’obiettivo principale è rafforzare i meccanismi di trasparenza, responsabilità e competenza nella gestione degli edifici condivisi. Tre i punti centrali: la riforma della figura dell’amministratore, la revisione delle regole contabili e un nuovo approccio alla morosità. Cambiamenti che toccano milioni di italiani, sia come condòmini sia come fornitori.

Colleghi al lavoro in ufficio
Collaborazione tra colleghi in ambiente lavorativo – newsmondo.it

Professione amministratore: servono laurea e iscrizione nazionale

Una delle novità più rilevanti della riforma riguarda i requisiti per diventare amministratore di condominio. Non sarà più sufficiente un diploma: la legge prevede l’obbligo di una laurea, almeno triennale, in ambito giuridico, economico o scientifico-tecnologico. Chi già esercita e risulta iscritto a un albo professionale potrà continuare senza dover ottenere un nuovo titolo di studio.

Parallelamente, sarà istituito un elenco nazionale degli amministratori condominiali presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). L’iscrizione sarà obbligatoria per esercitare la professione e riguarderà anche i revisori contabili condominiali. Chi opererà senza iscrizione rischierà sanzioni amministrative fino a 5.160 euro. Inoltre, la formazione diventerà permanente: sarà rivisto il decreto 140/2014 che già oggi impone 75 ore iniziali e 15 di aggiornamento annuo.

Contabilità più rigida, stop ai contanti e morosità a carico di tutti

Sul fronte finanziario, la riforma impone regole più severe per i conti condominiali. Tutte le spese e i pagamenti dovranno avvenire tramite conto corrente intestato al condominio, escludendo in modo definitivo l’uso del contante. Nei condomìni con più di 20 unità sarà obbligatorio nominare un revisore contabile biennale, non rinnovabile, con il compito di certificare la correttezza del rendiconto.

La questione più controversa riguarda però la morosità. Con la nuova normativa, i fornitori che non vengono pagati potranno rivalersi non solo sui condòmini morosi, ma anche sull’intero conto condominiale. In caso di fondi insufficienti, saranno autorizzati ad agire anche contro i condòmini in regola. Questi ultimi potranno poi rivalersi sui morosi, ma intanto dovranno anticipare le somme dovute. Una misura che rafforza le tutele per le imprese, ma che solleva dubbi sul principio di equità.

Infine, i rendiconti dovranno rispettare il criterio di cassa, con una situazione patrimoniale dettagliata e trasparente, valida anche per i condomìni più piccoli. Per i lavori straordinari, sarà obbligatorio costituire interamente il fondo spese prima dell’inizio dei lavori, a garanzia di una maggiore sicurezza economica e tecnica.

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ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2026 13:44

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