Il giallo della morte della 19enne Aurora Livoli, trovata senza vita in cortile. Lo zio ha spiegato alcuni dettagli relativi alla ragazza.
Continuano le indagini sulla morte della giovane Aurora Livoli, la 19enne trovata morta in cortile nei giorni scorsi nel Milanese. Le forze dell’ordine stanno cercando di ricostruire le sue ultime ore, dall’allontamento da casa ai contatti, fino ovviamente alla presenza di uomo accanto a lei prima del tragico ritrovamento. Al Corriere della Sera ha rotto il silenzio suo zio.

Aurora Livoli: il ricordo dello zio dopo la morte
Intervistato dal Corriere della Sera, lo zio di Aurora Livoli, la giovane trovata morta in cortile a Milano, l’avvocato Massimo Basile, ha parlato della ragazza ricordando alcuni aspetti del suo carattere e del suo essere. “Con Aurora sono stati tredici anni di gioiosa presenza. Era una ragazza solare, affabile, affettuosa. Anche intellettualmente e culturalmente curiosa: le piaceva leggere…”, ha detto. Lo stesso Basile ha spiegato nel corso del confronto con il Corriere come la famiglia sarà impegnata in queste ore a Milano “per il riconoscimento formale prima dell’autopsia”.
L’allontanamento, il “disagio” e la permanenza a Milano
Lo zio ha confermato come la famiglia avesse denunciato la scomparsa della ragazza ad inizio dicembre ma anche come con “una denuncia per allontanamento volontario le forze dell’ordine non dispongono di strumenti normativi adeguati per gli accertamenti del caso”.
Sulla possibile presenza di un fidanzato: “Non aveva un fidanzato, non assumeva droghe. A quanto ci risulta le uniche amicizie che aveva erano a Fondi”. L’avvocato Basile ha aggiunto come la famiglia non sapesse che la povera Aurora fosse a Milano e neppure i motivi del suo allontamento: “Non ha mai giustificato o semplicemente spiegato il motivo di questi suoi allontanamenti da casa, nonostante la serenità e l’affettuosità della vita familiare”. Quello che, invece, lo zio della Livoli ha confermato è che la ragazza sentisse un “disagio” e che fosse in cura da uno psicologo: “Stavamo cercando di capire insieme la natura del suo disagio”.