Omicidio Aurora Livoli: chi è Emilio Gabriel Valdez Velazco
Vai al contenuto

Direttore: Franco Ferraro

Omicidio Aurora Livoli: ecco l’identità del sospettato e cosa ha fatto in passato

Uomo arrestato dalla polizia

Di recente, è stata rivelata l’identità del principale sospettato per l’omicidio di Aurora Livoli avvenuto a Milano.

La notizia riguardante il principale indagato per l’omicidio di Aurora Livoli uscita di recente, è stata ulteriormente approfondita. Come riporta Libero, è stata rivelata l’identità del sospettato di quanto accaduto recentemente a Milano. Oltre ai dettagli riguardanti il cittadino peruviano di 57 anni, informazione già nota in precedenza, è emerso anche il racconto di un’altra sua vittima.

Una vittima di violenza

Aurora Livoli: le informazioni sul sospettato

L’identità del sospettato dell’omicidio corrisponde al nome di Emilio Gabriel Valdez Velazco. L’uomo a suo carico ha numerosi precedenti penali per per rapina aggravata, violenza sessuale e immigrazione clandestina.

Quanto commesso risale agli anni 2019, 2024 e 2025. Tuttavia, ha scontato in carcere a Pavia soltanto un’accusa di violenza sessuale risalente proprio al 2019. Arrivato in Italia nel 2017, l’uomo è divenuto un migrante irregolare esattamente due anni dopo poiché trattenuto oltre i termini di soggiorno consentiti.

Nel 2023, l’attuale sospettato ha richiesto tramite kit postale il rilascio del suo permesso di soggiorno. Permesso tuttavia negato per motivi di pericolosità sociale. Durante il 2024, è stato emesso un provvedimento di espulsione nei suoi confronti.

Per quanto riguarda la seconda espulsione, non è stato possibile procedere con il rimpatrio a causa del suo passaporto scaduto nel 2022. Gli è stato così assegnato un posto in un Cpr, successivamente revocato per inidoneità alla vita in comunità, e per una patologia alle vie urinarie.

La testimonianza di una vittima

Repubblica ha riportato la testimonianza di una vittima della violenza dell’uomo: “Mi diceva solo ‘tu oggi muori, morirai’ mentre cercava di trascinarmi in un luogo buio e isolato. Stavo guardando il telefono, all’improvviso quell’uomo mi ha presa da dietro per il collo stringendomi fortissimo. Così forte che non riuscivo a respirare né a parlare“.

La vittima ha poi aggiunto: “Mi chiedeva di dargli il telefono e i soldi e mi diceva di stare zitta. Avevo paura, quindi ho fatto quello che mi diceva e gli ho dato il cellulare, perché non avevo soldi con me. Poi mi ha detto di alzarmi. Io sentivo che mi stava portando verso i binari, così ho fatto forza con i piedi perché ho capito che mi voleva buttare sui binari. Appena mi sono opposta, lui ha cambiato idea: mi ha detto di scendere le scale mentre mi stringeva più forte il collo e mi continuava a dire di stare zitta, che mi avrebbe uccisa. E intanto stringeva sempre di più“.

Sono poi proseguiti i dettagli sulla violenza subita: “Mentre mi portava giù ho sentito che il metrò stava arrivando. Si è accorto anche lui, infatti si è spaventato e mi ha messo l’altra mano sulla bocca per non farmi urlare. Io mi sono girata un po’ con la testa per riuscire a sentire il suono di quando si aprono le porte del metrò e ho pensato ‘se le persone escono e mi sentono urlare, vengono di sicuro’. Non so da dove mi siano venute le forze, ma ho tolto la sua mano dalla mia bocca e ho iniziato a urlare ‘aiuto aiuto’ e la gente è venuta. Lui è rimasto sorpreso dalla reazione, è stato rimasto fermo con le mani alzate“.

Leggi anche
Figlia uccisa a martellate dal padre: il tragico omicidio

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2026 13:06

Figlia uccisa a martellate dal padre: il tragico omicidio

nl pixel