Dario e Riccardo Benazzi: il caso e le indagini in corso
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Direttore: Franco Ferraro

Uccisi e bruciati: il mistero irrisolto dei cugini tra alibi e orario che non tornano

fuoco

Non è ancora stata scritta la parole fine sul caso dei cugini uccisi e bruciati: il giallo e il mistero che riguarda Dario e Riccardo Benazzi.

La cronaca nera in Italia ha visto nel corso degli anni diversi casi prendersi la scena. Negli ultimi giorni si è tornati a parlare di Dario e Riccardo Benazzi, i cugini uccisi a colpi di fucile e bruciati nella loro auto. Al netto della richiesta di archiviazione sulla vicenda, il gip del tribunale di Ferrara ha nuovamente disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero dando 90 giorni di tempo per un ulteriore supplemento di indagine per fare luce su alcuni aspetti ancora non risolti.

Polizia

Dario e Riccardo Benazzi: uccisi e bruciati, i fatti

La nota vicenda di cronaca risale, come noto, al 28 febbraio del 2021, quando Dario e Riccardo Benazzi, 70 e 64 anni, due cugini, furono prima uccisi a fucilate e poi bruciati dentro a una Volkswagen Polo, dove vennero trovati carbonizzati, in un campo a Rero tra Tresignana e Fiscaglia, in provincia di Ferrara. Sul caso attualmente i soli e unici indagati risultano essere Filippo e Manuel Mazzoni, padre e figlio, a cui viene contestato l’omicidio e la distruzione di cadavere.

La richiesta di archiviazione e le nuove indagini

Sebbene sembrasse che il caso potesse essere chiuso, le cose non si sono ancora definite. Il gip Marco Peraro del tribunale di Ferrara, a seguito della seconda richiesta di archiviazione avanzata lo scorso settembre dalla Procura di Ferrara, ha nuovamente disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero. In questa ottica, ha dato ulteriori 90 giorni di tempo per un supplemento di indagine per approfondire alcuni aspetti ancora irrisolti della vicenda, legati principalmente agli alibi forniti dai due indagati. I due, va detto, tra marzo e aprile dello stesso anno, erano già stati ascoltati dagli inquirenti in qualità di persone informate sui fatti, ma mai come indagati.

Oltre a loro potrebbero essere sentite altre quattro persone. Non solo. Il gip, come riferito dal Corriere della Sera, ha chiesto che vengano effettuati ulteriori accertamenti per individuare il proprietario dell’accendino rinvenuto all’interno dell’auto delle vittime e per verificare se Filippo Mazzoni abbia mai acquistato cartucce compatibili con quelle utilizzate dall’autore del duplice omicidio.

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ultimo aggiornamento: 10 Gennaio 2026 13:45

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