Dal 2026 alcune tipologie di patrimonio non incidono più sull’ISEE. Ecco come funziona il nuovo calcolo e cosa sono esclusi.
Negli ultimi anni l’ISEE è diventato uno strumento centrale per l’accesso a bonus, agevolazioni e sussidi economici. In un contesto segnato da inflazione elevata e aumento generalizzato dei prezzi, molte famiglie fanno affidamento su questo indicatore per ottenere un sostegno concreto da Stato, Regioni e Comuni. Tuttavia, superare anche di poco le soglie previste può significare restare esclusi da misure importanti.
Per questo motivo, conoscere le regole di calcolo e le novità normative è fondamentale. Dal 2026 entra infatti in vigore una modifica rilevante che consente, in determinati casi, di abbassare l’ISEE in modo legale, senza ricorrere a pratiche scorrette o dichiarazioni incomplete.

ISEE 2026: cosa cambia davvero nel calcolo
La novità principale riguarda il patrimonio mobiliare. A partire dal 1° gennaio 2026, i Titoli di Stato non concorrono più alla formazione dell’ISEE. Questo significa che strumenti come BOT, BTP, CCT e CTZ non incidono più sul valore finale dell’indicatore.
È importante chiarire un punto: questi titoli devono comunque essere dichiarati nella DSU, ma il loro valore non viene conteggiato nel calcolo. Di conseguenza, chi ha investito una parte dei propri risparmi in Titoli di Stato può registrare una riduzione dell’ISEE, variabile in base alla situazione familiare e patrimoniale complessiva.
La norma non si estende invece ad altri strumenti finanziari. Azioni, fondi comuni, ETF, obbligazioni private e polizze vita continuano a essere pienamente considerati nel patrimonio mobiliare e quindi incidono sull’ISEE.
Bonus e agevolazioni: perché l’ISEE più basso conta
Un ISEE più basso può fare la differenza nell’accesso a numerose misure. Restano valide, ad esempio, le soglie per l’Assegno Unico, per il bonus nido e per i bonus sociali luce e gas, così come quelle previste per il Reddito di Inclusione. Anche piccoli scostamenti possono determinare l’ammissione o l’esclusione da questi benefici.
Dal 2026 è prevista anche una semplificazione della DSU, ma l’attenzione resta fondamentale: errori o omissioni possono portare alla perdita delle agevolazioni o a sanzioni. Il calcolo dell’ISEE continuerà a basarsi sui redditi 2024 e su una quota del patrimonio netto.
Per evitare problemi e sfruttare correttamente le nuove regole, la soluzione più prudente resta quella di rivolgersi a un CAF, così da ottenere un calcolo preciso e conforme alla normativa vigente.