Un vero e proprio caso in Iran a seguito della cittadinanza che protesta contro il regime degli ayatollah. Fuori uso telefoni e internet.
Situazione allarmante in Iran dopo che la popolazione ha dato inizio ad una imponente protesta contro il regime degli ayatollah. Migliaia di persone sono scese in strada dopo l’appello dell’ex principe ereditario in esilio, Reza Pahlavi e persino Donald Trump ha detto la sua schierandosi con i cittadini che stanno sfidando il governo.

Iran: proteste della popolazione contro governo
Le proteste contro il governo iraniano si sono estese in tutto il Paese. Migliaia di persone, nelle ultime ore, sono scese in strada e hanno dato seguito all’appello dell’ex principe ereditario in esilio, Reza Pahlavi, che aveva invitato tutti a manifestare. Alcune riprese video, diffuse anche via social, hanno dato un’idea della situazione.
Molti flilmati hanno mostrato come i manifestanti abbiano dato fuoco a un ufficio della Islamic Republic of Iran Broadcasting a Isfahan durante le proteste. Attivisti antiregime hanno condiviso video che sembrano mostrare migliaia di persone marciare per le strade di Mashhad, bloccando un importante viale nella città nord-orientale.
Blackout di internet e telefoni: le proteste vanno avanti
La situazione di protesta è stata accompagnata anche da un importante blackout digitale che ha coinvolto sia il settore delle telecomunicazioni che di internet. Diverse zone dell’Iran, infatti, sono letteralmente al “buio” sotto questo punto di vista: “È per questo che Internet è stato chiuso: per impedire al mondo di vedere le proteste”, ha commentato Holly Dagres, analista del Washington Institute for Near East Policy citato dall’AP.
Sul tema si è esposto anche Donald Trump che ha subito ricevuto una dura risposta dall’Ayatollah Ali Khamenei: “Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe occuparsi dei problemi del suo Paese. Alcuni manifestanti stanno cercando di compiacere Trump distruggendo proprietà pubbliche”, ha aggiunto.
Secondo Khamenei, Trump “dovrebbe sapere che tutti i tiranni sono caduti quando erano al picco del loro potere” avvertito che Teheran “non cederà di un millimetro sui suoi principi. Le mani degli Stati Uniti sono macchiate del sangue di oltre mille leader e innocenti cittadini iraniani”.