L’autopsia ha confermato le cause della morte di una delle vittime, della strage di Crans-Montana, Emanuele Galeppini, i dettagli.
Dopo aver registrato la fuga dei turisti in seguito alla tragedia di Crans-Montana, la vicenda in questione si è arricchita di ulteriori dettagli. Uno di questi riguarda l’autopsia effettuata su Emanuele Galeppini, una delle vittime dell’incendio nonché ancora minorenne.
Da giorni, come riportato da altre fonti, la sua famiglia chiedeva a gran voce la verità su quanto accaduto. Le risposte che cercavano gli sono state fornite proprio dall’autopsia, la quale ha rivelato loro ciò che ha realmente causato il decesso del sedicenne.

L’esito dell’autopsia su Emanuele Galeppini
L’esito dell’autopsia ha confermato che la morte di Emanuele Galeppini è avvenuta per asfissia, e non per schiacciamento o per via delle ustioni. Il sedicenne genovese campione di golf, è morto dopo aver inalato i fumi tossici derivati dall’incendio che ha colpito il locale.
Le ipotesi effettuate inizialmente, sono state dunque smentite. La tac e gli esami autoptici sono stati eseguiti dai periti romani Sabina Strano Rossi, Fabio di Giorgio e Antonio Oliva. La procura di Roma li ha designati per occuparsi dell’inchiesta per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio colposo.
La decisione dei pm di Roma è stata quella di disporre l’autopsia per tutte le vittime di nazionalità italiana, andando in forte contrasto con quanto deciso dai colleghi svizzeri. I quali non ritennero necessario alcun esame di approfondimento.
Il proseguimento delle indagini
Il proseguimento delle indagini da parte delle autorità, permetterà di capire quale sia stata la miscela di fumi tossici che ha portato alla morte del giovane per asfissia. Bisognerà inoltre certificare se il ragazzo si trovasse all’interno o all’esterno del locale, nel momento in cui tutto ciò è accaduto.
In seguito alle richieste dei periti, sono stati concessi loro 60 giorni di tempo per completare tutti gli esami necessari.