Contrariamente a quanto ci si sarebbe potuto aspettare, Mourinho ha espresso parole al miele nei confronti della Juventus.
La vigilia della sfida tra Benfica e Juventus ha visto José Mourinho, allenatore del Benfica, protagonista di dichiarazioni che hanno catturato l’attenzione degli appassionati di calcio. In una fase cruciale della Champions League, con il Benfica che ha bisogno di punti per assicurarsi il passaggio del turno, Mourinho ha condiviso le sue riflessioni non solo sulla partita imminente, ma anche su temi più ampi legati al mondo del calcio e al suo percorso professionale.

Mourinho e l’importanza della sfida contro la Juventus
Con il Benfica a quota sei punti dopo sei giornate di Champions League, la partita contro la Juventus allo Stadium assume un’importanza fondamentale. Mourinho ha sottolineato l’importanza di concentrarsi sul presente, affermando: “Si parla di me e di Spalletti, ma c’è la Champions League e si gioca Juventus-Benfica: è questo ciò che conta”. Il tecnico portoghese ha espresso la sua determinazione nel voler ottenere un risultato positivo, anche se non è ancora chiaro quanti punti saranno necessari per ottenere la qualificazione: “Non so quanti punti serviranno per la qualificazione, di certo sappiamo dove e contro chi giochiamo e proveremo a vincere”. La sfida contro i bianconeri non è solo una questione di punti, ma anche un banco di prova per il Benfica, che si trova ad affrontare una delle squadre più prestigiose in Europa sotto la guida di un allenatore di caratura internazionale come Luciano Spalletti.
Riflessioni di Mourinho su Spalletti e il possibile futuro alla Juventus
Oltre a concentrarsi sulla partita, Mourinho ha anche parlato del suo rapporto con Luciano Spalletti e della possibilità di allenare un giorno la Juventus. Ha riconosciuto il valore del tecnico toscano, dichiarando: “Ha detto che nelle partite in cui ci sono io si alza il volume del calcio, io dico che si alza il volume dei fischi – la battuta dello Special One – e come allenatore lo apprezzo molto: ha guidato una Roma con grande qualità e quando sono tornato in Italia l’ho ritrovato al Napoli, mentre oggi allena la Juve”.
Mourinho ha poi aggiunto, senza esitazioni, che allenerebbe volentieri i bianconeri: “Certo – risponde senza tanti giri di parole – e ciò che mi stupisce è quando allenatori senza storia si ritrovano a guidare le squadre più importanti al mondo”. Queste parole riflettono la sua ambizione e la fiducia nelle proprie capacità, ponendo l’accento su quanto sia importante avere un background solido per guidare squadre di alto livello.
La filosofia di gioco di Mourinho: vincere è l’obiettivo principale
Infine, Mourinho ha espresso il suo punto di vista sulla filosofia di gioco, un argomento che spesso divide gli appassionati di calcio.
Riguardo alla recente partita della Juventus contro il Cagliari, ha chiarito la sua posizione: “Se tu mi fai la domanda se domani voglio giocare bene o vincere, io voglio vincere, però giocare bene è il modo di poter vincere”.
Per lui, l’estetica del gioco non può prescindere dall’efficacia: “Cos’è questa cosa di giocare bene però? È una cosa degli ultimi anni della gente che vuole fare il fenomeno e che non ha mai messo il culino su una panchina… Io preferisco giocare male e vincere però non penso sia possibile”. Le parole di Mourinho sottolineano la sua mentalità vincente e pragmatica, un elemento distintivo che ha caratterizzato la sua carriera e lo ha portato a ottenere successi in diverse competizioni internazionali.