La Naspi può essere sospesa se non comunichi il reddito presunto all’INPS entro il 31 gennaio 2026. Tutti i dettagli.
Per chi percepisce o sta per percepire la Naspi, l’indennità di disoccupazione, esiste un adempimento spesso sottovalutato che può fare la differenza tra continuare a ricevere il sussidio o vederselo bloccare da un giorno all’altro. Si tratta della comunicazione del reddito presunto, un passaggio obbligatorio che deve essere effettuato ogni anno entro il 31 gennaio. Per il 2026 la scadenza è fissata al 31 gennaio 2026 e riguarda anche chi non prevede di percepire alcun reddito.
L’INPS utilizza questa comunicazione per verificare la compatibilità tra eventuali entrate e l’indennità di disoccupazione. Se il beneficiario non invia nulla, l’Istituto presume una situazione irregolare e può procedere con la sospensione della Naspi, con il rischio concreto di perdere mesi di pagamento. In alcuni casi, se la posizione non viene regolarizzata, si può arrivare persino alla decadenza del beneficio.

Comunicazione del reddito presunto: perché è obbligatoria
La comunicazione del reddito presunto serve a dichiarare quanto si prevede di guadagnare nell’anno in corso mentre si percepisce la Naspi. Non è una scelta facoltativa, ma un obbligo che scatta ogni anno per chi continua a essere beneficiario dell’indennità.
L’aspetto che crea più confusione è che la dichiarazione è richiesta anche quando il reddito è pari a zero. Anche chi non lavora, non ha partita IVA e non prevede alcuna entrata deve comunque inviare la comunicazione, indicando l’assenza di redditi. L’omissione, anche in buona fede, viene interpretata come inadempienza e può portare allo stop dei pagamenti.
L’obbligo riguarda chi svolge o intende svolgere attività lavorative compatibili con la Naspi, chi è titolare di partita IVA, chi è iscritto alla Gestione Separata, chi ricopre cariche societarie e, in generale, chiunque possa generare un reddito durante l’anno.
Come comunicare il reddito ed evitare la sospensione
La comunicazione avviene tramite il modello NASpI-Com, disponibile nell’area riservata del sito INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS. Attraverso il servizio dedicato alle comunicazioni Naspi è possibile indicare il reddito presunto per l’anno in corso, anche pari a zero, e inviare la dichiarazione in pochi minuti.
L’INPS spesso invia promemoria tramite email, SMS o area personale MyINPS, ma la responsabilità resta sempre del beneficiario. Affidarsi solo all’avviso può essere rischioso, perché un mancato recapito non giustifica l’omissione.
Chi preferisce può rivolgersi a un patronato, che provvede all’invio per conto dell’interessato. L’importante è rispettare la scadenza del 31 gennaio 2026, perché anche un solo giorno di ritardo può comportare la sospensione della Naspi fino alla regolarizzazione. Un gesto semplice, ma decisivo per non perdere un sostegno economico essenziale.