Famiglia nel bosco, chiesta revoca assistente sociale
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Direttore: Franco Ferraro

Famiglia nel bosco, i genitori contro l’assistente sociale: la richiesta

una casa nel bosco con alberi alti

La famiglia nel bosco è alle prese con una nuova polemica. Questa volta sembra c’entrare l’assistente sociale.

Dopo le presunti liti tra Nathan e Caterine, la famiglia nel bosco è alle prese con un altro problema da risolvere. Questa volta, come riporta Fanpage, tutto sembrerebbe essere iniziato da un comportamento non gradito messo in atto dall’assistente sociale. Per i motivi appena elencati, è stata chiesta la sua revoca con sostituzione immediata da parte degli avvocati.

una casa di legno in mezzo alla natura
una casa di legno – newsmondo.it

La revoca per l’assistente sociale

I due avvocati impegnati a seguire il caso della famiglia situata in provincia di Chieti, hanno richiesto la revoca immediata dell’assistente sociale scelta. I due legali hanno infatti definire la figura citata come “ostile” nonché incapace di aver svolto il suo lavoro in “maniera imparziale” come invece richiesto.

La richiesta di revoca è stata presentata alla vigilia dei test psicologici disposti dal Tribunale dei minori sui genitori, i quali dovrebbero avere inizio nei prossimi giorni. Per supportare quanto richiesto, gli avvocati della famiglia hanno redatto un documento dalla lunghezza di otto pagine.

Al suo interno si possono leggere termini come “gestione ostile e manchevole”. L’assistente sociale sembrerebbe inoltre essersi rifiutata di concedere delle telefonati ai nonni e ai parenti dei figli minorenni, così come all’incontro con alcuni loro amici.

Le violazioni del codice deontologico

L’assistente sociale sembrerebbe inoltre aver violato il codice deontologico professionale: “Il privilegiare ad ogni costo lo sviluppo della sfera emotiva a discapito di quella cognitiva rappresenta una adulterazione che deve necessariamente portare alla difesa dei diritti dell’infanzia“.

A loro volta, anche le dichiarazioni alla stampa da lei rilasciate rappresentano una grave violazione. Si tratta infatti di una violazione del “principio di riservatezza” che in questi casi più che mai dovrebbe essere rispettato. Gli avvocati, forti della loro posizione, procederanno dunque con la richiesta.

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ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2026 11:39

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