Il Presidente di I-Com ospite di Franco Ferraro a Money Talk: dal risveglio dell’asse Italia-Germania alla rivoluzione dell’IA, ecco come l’Unione Europea può evitare il declino digitale.
L’ economia europea si trova di fronte a una tempesta perfetta: da un lato la pressione geopolitica impressa dall’America di Donald Trump, dall’altro il ritardo strutturale nell’innovazione tecnologica. Nel nuovo appuntamento di Money Talk, il Direttore Franco Ferraro ha ospitato Stefano Da Empoli, economista e Presidente dell’Istituto per la Competitività (I-Com), per una riflessione profonda sulle “occasioni mancate” del Vecchio Continente e sulle rotte da seguire per un rilancio necessario.
Al centro del dibattito, la consapevolezza che Italia e Germania, motori manifatturieri d’Europa, debbano finalmente uscire dal letargo digitale per competere con i giganti globali.
L’asse Italia-Germania e il risveglio delle manifatture
L’intervista si è aperta con un’analisi del recente bilaterale tra Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Stefano Da Empoli ha definito questo incontro come un “primo risveglio” per due nazioni che rappresentano la prima e la terza economia dell’UE. Il professore ha evidenziato come l’occasione mancata essenziale sia stata la mancata intercettazione dell’evoluzione digitale negli ultimi decenni. Tuttavia, la nuova consapevolezza europea sulla necessità di una politica industriale comune – ispirata anche dal Rapporto Draghi – suggerisce che il tempo delle esitazioni sia finito. Per Da Empoli, la competitività non è solo una questione di costi, ma di capacità di guidare i settori a più alto valore aggiunto.
Intelligenza Artificiale: tra previsioni catastrofiche e realtà economica
Un passaggio chiave dell’intervista è stato dedicato all’Intelligenza Artificiale, definita dal professore come il vero “caso di scuola” delle incertezze moderne. Franco Ferraro ha incalzato l’ospite sui rischi occupazionali e sulle potenzialità di crescita del PIL. La visione di Da Empoli è improntata al pragmatismo: è fondamentale diffidare dalle previsioni troppo funamboliche, siano esse catastrofiche (disoccupazione di massa) o eccessivamente trionfalistiche. La regola numero tre suggerita dall’economista, citando implicitamente Warren Buffett, è proprio quella di non fidarsi ciecamente dei modelli predittivi in un ambito così fluido, ma di investire sulla capacità di adattamento del sistema produttivo e sulla formazione del capitale umano.
Il manifesto di Money Talk: la circolazione del sapere
Questa intervista con Stefano Da Empoli aggiunge un tassello fondamentale a un percorso di approfondimento che vuole parlare a tutti, dai professionisti del settore ai risparmiatori comuni. Comprendere le dinamiche della competitività europea oggi significa difendere il benessere di domani. Perché, come ama sottolineare il nostro Direttore Franco Ferraro nel congedare i suoi ospiti: «La conoscenza è come l’energia: per essere utile deve circolare». Ed è proprio con questo spirito di condivisione e chiarezza che Money Talk continuerà a esplorare le frontiere dell’economia digitale.