Pensione con 30 anni di contributi: requisiti, età e alternative
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Direttore: Franco Ferraro

Pensione con 30 anni di contributi: requisiti, età e alternative

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Pensione con 30 anni di contributi: quando è possibile andare in pensione, requisiti richiesti, Ape sociale e contributivi puri.

La situazione previdenziale italiana continua a essere al centro dell’attenzione, soprattutto per chi ha carriere lavorative discontinue o non particolarmente lunghe. Nel 2026, sapere quando puoi andare in pensione con 30 anni di contributi diventa fondamentale per pianificare il futuro ed evitare sorprese. La regola generale resta quella della pensione di vecchiaia a 67 anni con almeno 20 anni di contributi, ma non è l’unica strada possibile.

Accanto al requisito ordinario, il sistema previdenziale prevede misure alternative che consentono, in casi specifici, di anticipare l’uscita dal lavoro anche con 30 anni di contributi, seppur con limiti e condizioni ben precise.

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Pensione con 30 anni di contributi: quali opzioni esistono nel 2026

Quest’anno, la principale possibilità di pensionamento anticipato con 30 anni di contributi è rappresentata dall’Ape sociale. Questa misura consente l’uscita dal lavoro a 63 anni e 5 mesi, ma solo per alcune categorie tutelate. Possono accedervi gli invalidi civili con almeno il 74% di invalidità, i disoccupati che abbiano terminato la Naspi dopo un licenziamento involontario e i caregiver che assistono da almeno sei mesi un familiare con disabilità grave.

L’Ape sociale non è una pensione vera e propria, ma un assegno ponte fino ai 67 anni. L’importo massimo è di 1.500 euro lordi mensili, senza rivalutazione, tredicesima o reversibilità. Per i lavoratori impegnati in mansioni gravose, invece, il requisito contributivo sale a 36 anni, rendendo di fatto inaccessibile l’uscita con soli 30 anni.

Un’altra possibilità riguarda la pensione anticipata contributiva, riservata ai cosiddetti contributivi puri, cioè chi ha iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995. In questo caso, è possibile andare in pensione a 64 anni, ma solo se l’assegno maturato è pari ad almeno tre volte l’assegno sociale. Per le lavoratrici madri sono previste soglie più basse e uno sconto sull’età pensionabile fino a 16 mesi.

Pensione con pochi contributi e scenari futuri dal 2027

Nel 2026 resta valida anche la pensione di vecchiaia contributiva con 5 anni di contributi, accessibile solo ai contributivi puri a 71 anni, senza vincoli sull’importo. È una soluzione estrema, ma utile per chi ha avuto una carriera breve.

Guardando avanti, dal 2027 al 2030 sono previsti adeguamenti dei requisiti legati alla speranza di vita. Secondo uno studio della CGIL, circa 55.000 lavoratori rischiano di rientrare nella categoria dei nuovi esodati, restando senza reddito per effetto degli scatti automatici. L’età della pensione di vecchiaia potrebbe salire fino a 67 anni e 6 mesi, rendendo ancora più cruciale conoscere oggi le regole per andare in pensione con 30 anni di contributi.

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ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2026 10:28

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