Una recente indagine svolta sugli autovelox, ha evidenziato un fatto piuttosto allarmante su quanti siano in realtà a norma.
Nella complessa rete stradale italiana, gli autovelox svolgono un ruolo cruciale per il monitoraggio e la regolazione della velocità dei veicoli. Tuttavia, recenti sviluppi hanno sollevato preoccupazioni significative riguardo alla conformità di questi dispositivi. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato un’indagine per valutare lo stato di omologazione degli autovelox, rivelando un quadro preoccupante. Su circa 11.000 dispositivi rilevati a livello nazionale, solo una frazione è stata registrata correttamente sulla piattaforma ministeriale, sollevando interrogativi sulla loro legalità e affidabilità.

Il divario tra i dispositivi censiti e quelli omologati
Il dato più allarmante emerso è che, su 11.000 autovelox, solo 3.800 sono stati effettivamente registrati sulla piattaforma telematica avviata dal Ministero a settembre 2025. Di questi, appena poco più di 1.000 soddisfano i requisiti di omologazione necessari per operare legalmente. Questo significa che una grande percentuale, meno del 10% del totale rilevato, è attualmente conforme alle nuove normative. Per molti dispositivi, sarà necessario seguire nuove procedure tecniche e amministrative per ottenere l’omologazione, un processo che potrebbe rallentare significativamente la loro operatività e impattare le amministrazioni locali.
Implicazioni legali e finanziarie per gli automobilisti e le amministrazioni
La situazione ha già allertato le associazioni dei consumatori, come Assoutenti, che prevedono una “valanga di ricorsi” da parte degli automobilisti multati da autovelox non omologati. Questa situazione potrebbe portare a una significativa incertezza giuridica e a potenziali perdite economiche per i cittadini e le amministrazioni. Le multe emesse con dispositivi non conformi rischiano di essere dichiarate nulle, come stabilito dalla Corte di Cassazione nella sua ordinanza del 2024. Le amministrazioni locali, che dipendono dalle entrate generate dalle multe per investimenti in sicurezza stradale, potrebbero trovarsi in difficoltà finanziarie se molti autovelox dovessero essere disattivati in attesa di omologazione.
Il percorso verso la pubblicazione del decreto e le sue tempistiche
Il nuovo decreto sull’omologazione degli autovelox sarà ora soggetto a un iter istituzionale complesso. Dopo la trasmissione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il decreto dovrà passare attraverso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e il sistema europeo di informazione sulle regolamentazioni tecniche, il TRIS. Questo processo include una fase di pubblica consultazione di tre mesi, necessaria per ottenere il via libera alla pubblicazione ufficiale. Le tempistiche indicate dal Ministero prevedono la pubblicazione definitiva del decreto per maggio 2026. Fino ad allora, gli autovelox non conformi o non registrati continueranno a operare in una sorta di limbo legale, con tutte le conseguenze del caso.