L’addio di Vannacci dalla Lega e il commento di Vittorio Feltri sul Generale con un “augurio” molto particolare destinato a far discutere.
Il tanto discusso addio di Roberto Vannacci alla Lega è destinato a far parlare ancora a lungo. A commentare la recente vicenda legata al Generale è stato anche Vittorio Feltri che tramite il suo editoriale per Il Giornale non ha risparmiato alcune parole decisamente frizzanti per la mossa del politico che ha iniziato una nuova avventura in solitaria.

Feltri commenta l’addio di Vannacci alla Lega
Nel suo editoriale per Il Giornale, Vittorio Feltri ha espresso un giudizio piuttosto forte verso Roberto Vannacci e la sua decisione di lasciare la Lega per proseguire il proprio percorso politico in solitaria. Nello specifico, il giornalista ha detto: “Appena ho saputo che il generale se n’era andato dalla Lega, il primo pensiero che mi è venuto in mente è stato questo: è un cretino. Non lo dico per insultare. Lo dico per chiarezza”.
Feltri ha quindi motivato tale pensiero: “In politica non si molla un partito dopo pochi mesi, dopo essere stati eletti sotto quella bandiera, dopo aver accettato persino l’incarico di vice segretario, cioè di numero due. Non si prende la borsa e si esce sbattendo la porta come se si fosse a una lite di condominio. Questo non è coraggio, non è libertà, non è visione. È dilettantismo. E il punto è che Vannacci non è sempre stato un dilettante”, ha aggiunto il giornalista spiegando come i presupposti per qualcosa di buono ci fossero, specie dopo il suo libro ‘Il mondo al contrario’ dove Vannacci non aveva espresso ideologie ma “buon senso comune”.
“Cosa gli auguro”: l’affondo
Dopo aver sottolineato come Vannacci nella Lega sarebbe potuto essere un binomio vincente, Feltri ha quindi mostrato contrarietà per la scelta del Generale di dire addio: “[…] E invece che fa il generale? Il conformista. E opera il voltafaccia: esattamente quello che la peggior politica italiana ha sempre fatto: pensa alla carriera personale e butta via tutto il resto […]”.
Da qui le parole più dure di Feltri: “[…] Ora Vannacci pensa di farsi un partito suo, di ‘vera destra’, come se la Lega fosse una bocciofila e non un partito strutturato, con una classe dirigente, una storia, un radicamento. È una manovra ridicola. E velleitaria. […] Non gli auguro di sfracellarsi. Gli auguro, molto più semplicemente, di ritirarsi serenamente nel circolo degli ufficiali a riposo, dove magari qualcuno gli ricorderà che la coerenza, in politica come nella vita militare, non è un optional […]”.