Delitto di Garlasco: Lovati sul rinvio a giudizio e le indagini sui pc
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Delitto di Garlasco: Lovati sicuro sulle nuove indagini e il movente che “non c’è”

agente ascolta intercettazioni al registratore

Massimo Lovati ha parlato del procedimento a suo carico ma anche delle evoluzioni del delitto di Garlasco e delle nuove indagini sui pc.

Trova conferma la notizia del processo per diffamazione a carico di Massimo Lovati, ex avvocato difensore di Andrea Sempio nel caso del delitto di Garlasco. Lo stesso legale ne ha parlato a ‘Mattino 5’, su Canale 5, a seguito della decisione del rinvio a giudizio nei suoi confronti. Non sono poi mancati diversi passaggi anche sull’omicidio Chiara Poggi e le nuove indagini in corso.

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Polizia – newsmondo.it

Delitto di Garlasco: il rinvio a giudizio di Massimo Lovati

Intervenuto in collegamento con la trasmissione ‘Mattino 5’, su Canale 5, Massimo Lovati, ex legale difensore di Sempio nel caso del delitto di Garlasco, ha parlato del processo a suo carico per il caso di presunta diffamazione. “Come commento il mio rinvio a giudizio? Allora, io intanto non sono per nulla sopreso dalla fissazione dell’udienza… il procedimento deve fare il suo corso. Non c’è niente di nuovo, sono tranquillo”.

L’avvocato ha quindi aggiunto: “Si tratta di un processo come un altro, sono abituato a vederli da un’altra prospettiva ma questo non mi preoccupa. Anche perché magari in quella sede potrò spiegare meglio cosa intedevo dire quando ho parlato di ‘macchinazione‘- Già anticipo ora: macchinazione… è un vocabolo di uso comune […]”.

Le indagini sul pc di Chiara Poggi e la tesi di Lovati

Sempre nel corso della trasmissione Mediaset, Lovati ha poi aggiunto alcuni pareri sulle indagini sul caso Garlasco ed in particolare in merito alle ricerche sul pc di Chiara Poggi. Secondo l’avvocato, quello che si potrà trovare, andrà a confermare, di fatto, la tesi che il movente di Stasi non esista. “Sento dire, da più parti, che le parti processuali, cioè Stasi e la famiglia Poggi, e forse anche la Procura… stiano verificando se nel computer di Chiara ci fossero immagini pedopornografiche, questo per cercare di giustificare quel movente che non c’è, che non c’è”.

E ancora: “Perché è ora di finirla. Se ci fossero questi documenti nel computer di Chiara, andrebbero a militare a favore della mia tesi perché lei stava facendo ricerche sulla cocaina cattiva, sui rapporti pedopornografici da parte degli enti ecclesiastici…”.

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ultimo aggiornamento: 6 Febbraio 2026 15:01

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