Stipendi PA enti locali, ok al nuovo contratto: aumenti fino a oltre 400 euro
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Direttore: Franco Ferraro

Stipendi PA enti locali, ok al nuovo contratto: aumenti fino a oltre 400 euro

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Via libera al rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2022-2024: aumenti per dipendenti e dirigenti, arretrati in arrivo e novità su smart working.

Dopo una lunga fase di trattative e rinvii, è arrivato il via libera al rinnovo del contratto collettivo nazionale delle Funzioni locali. Una decisione attesa da centinaia di migliaia di lavoratori impiegati in Comuni, Regioni ed enti territoriali, che da tempo aspettavano un adeguamento delle retribuzioni in linea con il contesto economico attuale. Il provvedimento rappresenta un passaggio importante per il pubblico impiego locale, non solo per l’impatto diretto sugli stipendi, ma anche per le novità organizzative che potrebbero cambiare il modo di lavorare negli enti.

Il rinnovo riguarda circa mezzo milione di dipendenti, oltre a migliaia di dirigenti, e segna la conclusione di un percorso negoziale complesso. L’obiettivo è rafforzare l’attrattività del lavoro pubblico locale e offrire condizioni più sostenibili a chi ogni giorno garantisce servizi essenziali ai cittadini.

Percentuale tasse
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Di quanto aumentano gli stipendi

Il nuovo contratto prevede un incremento medio lordo mensile di circa 136,76 euro per il personale non dirigente, una cifra spesso arrotondata a 140 euro nelle comunicazioni istituzionali. Per la dirigenza degli enti locali l’aumento risulta più consistente, con una crescita media di circa 444 euro lordi al mese. Si tratta di adeguamenti che arrivano al termine di un’attesa prolungata e che mirano a recuperare almeno in parte il divario accumulato negli ultimi anni.

Oltre agli incrementi mensili, è previsto anche il pagamento degli arretrati relativi al periodo contrattuale. Questo significa che i lavoratori riceveranno le somme che sarebbero spettate se il contratto fosse stato rinnovato nei tempi originariamente previsti, con un effetto positivo sulle prossime buste paga.

Il via libera del Consiglio dei ministri rappresenta un passaggio decisivo, ma l’iter non è ancora del tutto concluso. Il testo dovrà infatti essere esaminato dalla Corte dei conti per la verifica della compatibilità economica. Dopo questo controllo, il contratto tornerà all’Aran per la firma definitiva insieme alle organizzazioni sindacali. Se le tempistiche verranno rispettate, gli aumenti potrebbero diventare operativi nel giro di poche settimane, consentendo agli enti di aggiornare rapidamente le retribuzioni.

Non solo aumenti: le altre novità del contratto

Il rinnovo non riguarda soltanto la parte economica. Tra le innovazioni più rilevanti emerge il rafforzamento delle possibilità di smart working, soprattutto per i dipendenti considerati fragili o con esigenze di salute e assistenza familiare. Gli enti avranno margini più ampi per regolamentare il lavoro da remoto attraverso la contrattazione integrativa.

Un altro elemento destinato a far discutere è l’apertura alla sperimentazione della settimana lavorativa di quattro giorni, mantenendo però invariato il monte ore settimanale di 36 ore. L’obiettivo è migliorare l’equilibrio tra vita privata e lavoro senza ridurre la produttività.

Arrivano novità anche per i buoni pasto, che potranno essere riconosciuti pure nelle giornate svolte a distanza, e per le tutele dei lavoratori, con l’introduzione del patrocinio legale per chi subisce aggressioni durante il servizio.

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ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2026 10:24

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