Papa Leone XIV: l'indiscrezione sui voti ricevuti al Conclave
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Direttore: Franco Ferraro

Papa Leone XIV: il retroscena sulla sua elezione, cosa è successo durante il Conclave

Elezione Papa Leone XIV

A distanza di mesi dalla sua elezione a nuovo Pontefice, ecco il retroscena legato a Papa Leone XIV e il Conclave.

Ha scelto di tornare a vivere nel palazzo apostolico ma in una zona dell’edificio ben precisa e diversa da solito. Ora, Papa Leone XIV è tornato al centro dell’attenzione per un retroscena legato ad alcuni mesi fa, precisamente al momento della sua elezione. Infatti, come riferito da Il Tempo, sembrano essere emersi dei dettagli interessanti sul Conclave e alcuni voti che avevano sollevato dei dubbi.

Papa Leone XIV presiede la sua prima Santa Messa nella Cappella Sistina
Al termine del conclave, Papa Leone XIV guida la sua prima liturgia – newsmondo.it

Papa Leone XIV: la verità sui voti al Conclave

Come sempre capita durante e dopo un Conclave per l’elezione del nuovo Pontefice, tutto quello che accade tra gli uomini di Chiesa in quei momenti è legato ad un giuramento di segreto, l’Universi Dominici Gregis, emanata da Giovanni Paolo II nel 1996. In questo senso è sempre difficile ricostruire con esattezza in che modo i vari personaggi abbiano raggiunto un accordo per eleggere il nuovo Papa.

In questo senso, anche la nomina di Prevost non è da meno. Eppure, come riferito da Il Tempo, incrociando testimonianze, indiscrezioni e diverse fonti, è stato possibile smentire qualcosa di molto importante legato ai voti che avrebbe avuto un altro candidato a diventare Papa, ovvero Parolin. Stando a Il Tempo, non è vero che tutti i voti di Parolin, una volta compreso che non sarebbero bastati ad eleggerlo, siano andati tutti a sostegno di Prevost. Anzi.

Come è stato eletto Prevost e la divisione dei voti di Parolin

Come riferito da Il Tempo, pare che un “nutrito gruppo di eminentissimi che avrebbero voluto vedere il Segretario di Stato uscente (e rientrante) vestito di bianco non ha votato per il futuro Leone XIV neppure nella quarta (votazione ndr)”, cioè quella decisiva per l’elezione del nuovo Papa.

Il media ha spiegato come sia impossibile sapere esattamente quanti voti abbia incassato Parolin nella prima votazione. “C’è chi dice una ventina, altri oltre trenta, qualcuno addirittura afferma che il Segretario di Stato abbia sfiorato la quarantina di preferenze. L’unica certezza confermata da quasi tutte le fonti è che l’unico gruppo veramente compatto sin dall’inizio delle votazioni è stato quello dei cosiddetti ‘conservatori'”, si legge su Il Tempo.

Stando ad alcune testimonianze – spiega sempre Il Tempo – “i sostenitori di Pietro Parolin avrebbero stretto nottetempo un accordo che pressappoco era stato riassunto così: al cardinale statunitense il papato, a quello veneto la conferma a Segretario di Stato per almeno un biennio”. Va precisato che non è dato sapere se tale accordo sia poi andato in porto.

Quello su cui Il Tempo ha affermato di avere la certezza è che “sui 133 elettori almeno 25 non hanno votato Prevost nella votazione decisiva. I numeri per il nuovo Papa, a seconda delle testimonianze, oscillano tra i 105 e i 109 ma quelli che avrebbe raccolto Parolin al quarto scrutinio non scendono mai sotto i dieci e c’è chi afferma ne abbia ottenuti addirittura 15″. Insomma, chi voleva Parolin Papa ha provato a resistere fino alla fine.

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ultimo aggiornamento: 13 Febbraio 2026 18:47

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