NASpI 2026, aumenti e nuove regole: quanto spetta dopo la circolare INPS
Vai al contenuto

Direttore: Franco Ferraro

NASpI 2026, aumenti e nuove regole: quanto spetta dopo la circolare INPS

inps uffici

Con la circolare INPS 2026 cambiano gli importi della NASpI, rivalutati con l’inflazione: ecco come funziona.

Con l’inizio del 2026 arrivano importanti aggiornamenti sul fronte degli ammortizzatori sociali. La NASpI, l’indennità di disoccupazione destinata ai lavoratori che perdono involontariamente il lavoro, è al centro di una revisione che punta ad adeguare gli importi al costo della vita e a rendere la gestione della prestazione più flessibile. Il riferimento normativo è la nuova circolare pubblicata dall’INPS, che aggiorna soglie, massimali e modalità di fruizione.

L’obiettivo dell’intervento è duplice: da un lato garantire un sostegno economico più adeguato a chi si trova senza occupazione, dall’altro favorire il reinserimento nel mercato del lavoro senza penalizzazioni immediate. Un equilibrio che diventa sempre più centrale in un contesto lavorativo caratterizzato da contratti brevi e carriere discontinue.

Il logo dell’INPS accanto a una lente di ingrandimento e alcuni documenti
Il logo dell’INPS in primo piano con una lente d’ingrandimento su alcuni documenti – www.newsmondo.it

Aumenti NASpI 2026 e nuovo calcolo dell’importo

La novità più rilevante riguarda l’aumento del massimale mensile, che nel 2026 sale a 1.584,70 euro lordi. L’incremento deriva dalla rivalutazione ISTAT del +2,1%, superiore a quella applicata l’anno precedente, e incide direttamente sull’importo massimo erogabile. Restano invariati i requisiti di accesso, che prevedono almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti la disoccupazione.

Il calcolo della NASpI continua a basarsi sulla retribuzione media imponibile degli ultimi quattro anni. L’indennità corrisponde al 75% della retribuzione media fino alla soglia di 1.456,72 euro mensili. Per la parte eccedente tale soglia, viene riconosciuto il 25% della differenza, sempre nel rispetto del nuovo tetto massimo. Questo sistema consente di modulare la prestazione in modo proporzionato, tutelando maggiormente i redditi medio-bassi.

È confermata anche la riduzione progressiva del 3% dell’importo a partire dal sesto mese di fruizione, che slitta all’ottavo mese per i lavoratori con più di 55 anni, offrendo loro una tutela più lunga.

Cumulo con lavoro e nuove tutele nel 2026

Un altro aspetto centrale della NASpI 2026 riguarda la gestione flessibile della prestazione. Chi accetta un contratto subordinato inferiore a sei mesi non perde il diritto all’indennità, che viene semplicemente sospesa e poi riattivata alla fine del rapporto. Una misura pensata per incentivare il rientro nel mondo del lavoro senza timore di perdere il sostegno.

Per chi avvia un’attività autonoma o un’impresa individuale con reddito annuo inferiore a 8.500 euro, la NASpI resta compatibile, ma viene ridotta in misura pari all’80% del reddito dichiarato. In questi casi è fondamentale comunicare il reddito presunto all’INPS entro 30 giorni tramite il modello NASpI-COM, pena la decadenza dal beneficio.

Nel complesso, la NASpI 2026 si conferma uno strumento centrale di protezione sociale, rafforzato negli importi e più attento alle esigenze di chi alterna periodi di lavoro e disoccupazione.


Leggi anche
Consumo involontario di riscaldamento: perché paghi anche con i termosifoni spenti

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2026 9:32

Consumo involontario di riscaldamento: perché paghi anche con i termosifoni spenti

nl pixel