Delitto di Garlasco: Lovati sul mandante dell'omicidio Chiara Poggi
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Delitto di Garlasco: le presunte “cose innominabili” scoperte da Chiara Poggi

Mappa di Garlasco

Rivelazioni importanti sul delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi: dalle “cose innominabili” al mandante dell’assassinio.

Oltre alla tanto discussa intercettazione legata ad un bigliettino trovato in cimitero con un dettaglio sul presunto killer di Chiara Poggi, ecco che il delitto di Garlasco si arricchisce di nuove ipotesi legate al mandante dell’assassinio della povera ragazza. A discuterne è stato a ‘Lo Stato delle Cose’ l’ex avvocato difensore di Andrea Sempio, Massimo Lovati.

Reperti individuati durante un sopralluogo investigativo

Delitto di Garlasco: il sicario e il mandante dell’omicidio Chiara Poggi

Il giallo del delitto di Garlasco continua ad essere argomento di forte discussione anche in tv. A ‘Lo Stato delle Cose’ con Massimo Giletti, è stato presente l’ex avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, che ha ribadito la propria idea in merito ad un “disegno” più ampio legato all’uccisione di Chiara Poggi, riaprendo allo scenario di un sicario e di un mandante.

Secondo Lovati, la morte della ragazza sarebbe legata a qualcosa che la vittima aveva scoperto. L’uomo ha parlato di “cose innominabili” che avrebbero portato alla decisione da parte di qualcuno di mettere fine alla vita della giovane.

Il “mutuo soccorso”: perché è stata uccisa Chiara

Il discorso fatto da Lovati a ‘Lo Stato delle Cose‘ si è concentrato soprattutto sulla pista di un’organizzazione dietro all’uccisione della Poggi. “Quelle organizzazioni criminali lì si basano sul mutuo soccorso. Basta che ci sia un affiliato che chiede aiuto per la propria reputazione e gli altri sono obbligati ad assisterlo”, ha detto Lovati.

Non è dato sapere quindi cosa Chiara possa o meno aver scoperto e soprattutto su chi, ma nel quadro descritto pare evidente l’idea dell’ex avvocato di Sempio che ha confermato la teoria del mandante e del sicario che ha fatto fuori la ragazza.

Sull’argomento, in studio, è anche intervenuto Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, che ha mantenuto una linea molto più prudente, spiegando come occorra far fare il proprio corso all’indagine e che quindi sia il caso di attenersi solo a quanto già scoperto in attesa di altri risultati ufficiali.

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ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2026 13:06

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