Heraskevich è stato squalificato dalle Olimpiadi. Lo ha reso noto il CIO, riconoscendo una violenza delle sue linee guida.
La vicenda riguardante le Olimpiadi che aveva deluso parecchio Zelensky, si è conclusa con un aggiornamento delle ultime ore. Tutto è iniziato quando l’atleta Vladyslav Heraskevych ha ribadito il suo diritto di indossare un casco ritraente i caduti di guerra dell’Ucraina.
In seguito a questa decisione però, dopo un tentativo di rapido avviso dell’ultimo minuto, è arrivato un duro provvedimento da parte del CIO. Con tanto di botta e risposta portato avanti proprio dall’atleta ucraino.

Heraskevich squalificato: il comunicato del CIO
In seguito alla decisione di Heraskevich di indossare un casco ritraente i caduti di guerra in Ucraina, è arrivata la squalifica da parte del CIO. L’atleta è stato ricevuto per un colloquio circa 75 minuti prima delle gare maschili di questa mattina.
Il tentativo di appello del Comitato nei confronti dell’atleta è stato rifiutato da quest’ultimo, il quale ha voluto ribadire il suo diritto di indossare il casco tributo. Il motivo della squalifica è dovuto ad una violazione delle regole contro le dichiarazioni politiche nelle competizioni.
A questo proposito, il CIO ha fatto uscire un comunicato apposito riportato dall’AGI: “Nonostante i molteplici scambi e incontri di persona tra il CIO e il signor Heraskevych, l’ultimo questa mattina con la presidente del CIO Kirsty Coventry, quest’ultimo non ha preso in considerazione alcuna forma di compromesso. Il CIO desiderava molto che il signor Heraskevych gareggiasse. Per questo motivo il CIO si è incontrato con lui per cercare il modo più rispettoso per rispondere al suo desiderio di ricordare i suoi colleghi atleti che hanno perso la vita a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina. L’essenza di questo caso non riguarda il messaggio, ma il modo in cui voleva esprimerlo”.
Il ricorso dell’atleta
L’atleta ha reso noto di essere intenzionato a presentare il suo ricorso presso il TAS, ovvero il Tribunale Arbitrale dello Sport. Heraskevich proseguirà così il suo operato nel ricordo degli atleti ucraini deceduti, nonostante il divieto imposto dal Comitato delle Olimpiadi.