Il caso Nina a Gorizia: tutela animali in discussione
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Direttore: Franco Ferraro

La controversa restituzione di Nina riaccende il dibattito sui diritti degli animali a Gorizia

Un cucciolo di cane che osserva malinconico dall'interno di una gabbia in un canile.

Il caso della cagnolina Nina a Gorizia solleva interrogativi sulla tutela degli animali e sulla complessità delle decisioni giudiziarie in Italia.

In Italia, la cronaca giudiziaria spesso si intreccia con storie di grande impatto emotivo e sociale. Una di queste vicende è quella che riguarda Nina, una cagnolina di Gorizia, il cui caso ha suscitato un dibattito acceso e mobilitato diverse associazioni animaliste.

La storia di Nina non è solo una questione di maltrattamenti, ma rappresenta un esempio significativo di come le decisioni legali possano influenzare la vita degli animali, mettendo in luce le carenze di un sistema che talvolta fatica a considerare gli animali come esseri senzienti, preferendo un approccio puramente normativo.

Un cane nel canile con il naso che spunta tra le sbarre della gabbia.
Il naso di un cane che sporge dalle sbarre della sua gabbia nel canile. – newsmondo.it

Restituzione a chi l’ha maltrattata: una decisione controversa

Il caso di Nina ha attirato l’attenzione quando, dopo essere stata salvata da una situazione di grave maltrattamento, è stata restituita, per ordine di un tribunale, a coloro che erano stati responsabili delle sue sofferenze. Nel dicembre 2024, le autorità di Gorizia avevano scoperto una situazione estremamente critica in una proprietà privata, dove Nina e altri animali erano stati trovati in condizioni disastrose. Nonostante il salvataggio e il successivo affidamento a una famiglia amorevole che le aveva permesso di recuperare salute e fiducia, una sentenza della Corte di Cassazione ha disposto la restituzione della cagnolina ai suoi precedenti proprietari, suscitando sconcerto tra i sostenitori dei diritti degli animali.

Reazioni e mobilitazione: una battaglia per la giustizia

La decisione ha scatenato una forte reazione da parte delle associazioni animaliste e della comunità locale. La Cuccia onlus, insieme ad altre organizzazioni, ha organizzato una manifestazione a Gorizia per chiedere maggiore tutela per Nina e per tutti gli animali vittime di maltrattamenti. Al corteo hanno partecipato cittadini, rappresentanti politici come l’Onorevole Walter Rizzetto, e legali delle parti coinvolte. Rizzetto ha sottolineato l’urgenza di fare chiarezza su una vicenda dai contorni poco chiari, esprimendo la sua volontà di presentare un’interrogazione al Ministro Nordio per ottenere risposte sulle motivazioni che hanno portato a una decisione tanto controversa. Ha dichiarato che “Nina ha diritto a essere protetta, a sentirsi finalmente al sicuro”, sottolineando che la tutela degli animali non dovrebbe essere sacrificata da decisioni legali che mettono a rischio la loro incolumità.

Il caso di Nina mette in evidenza un vuoto normativo e una visione ancora troppo legata a un concetto patrimoniale degli animali. Nonostante i progressi nella legislazione italiana in materia di tutela dell’ambiente e degli animali, la realtà giudiziaria sembra ancora lontana dal riconoscere pienamente i diritti degli esseri viventi. La speranza è che la pressione mediatica e politica possa portare a una revisione delle leggi e delle prassi giudiziarie, affinché situazioni come quella di Nina non si ripetano. La battaglia per Nina è la battaglia per il riconoscimento degli animali come esseri meritevoli di rispetto e protezione, e non come semplici beni da restituire.

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ultimo aggiornamento: 13 Febbraio 2026 9:21

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