Delitto di Garlasco, Cataliotti e l'alibi di Sempio: scontrino e parenti
Vai al contenuto

Direttore: Franco Ferraro

Delitto di Garlasco: “Non è il suo alibi”, l’avvocato di Sempio allo scoperto

Andrea Sempio a confronto con la stampa

Continuano le indagini sul delitto di Garlasco: l’avvocato di Sempio, Liborio Cataliotti, ha rivelato nuovi dettagli decisivi.

Il “famoso” scontrino di Vigevano è stato sotto la lente di ingrandimento nelle ultime ore. Stiamo parlando del ticket di Andrea Sempio legato al giorno del delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi. Un tema ancora oggi molto scottante e irrisolto che ha visto diversi pareri opposti relativamente al fatto che il tagliando possa essere più un alibi per l’indagato o un indizio a suo carico. A fare chiarezza e a svelare, in parte, le carte sul tavolo è stato l’avvocato difensore proprio di Sempio, Liborio Cataliotti, a Fanpage.it.

un membro della polizia con uno della scientifica prendono delle prove

Delitto di Garlasco: la storia dello scontrino di Sempio

Il caso del delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi continua ad alimentarsi di ipotesi e dubbi. Tra questi sicuramente c’è il giallo dello scontrino di Sempio a Vigevano. La sua storia è nota: la mattina del 13 agosto 2007 Sempio aveva spiegato di essere andato in macchina a Vigevano per recarsi in una libreria. Una volta giunto sul posto aveva parcheggiato, quindi aveva preso il ticket. Trovando chiuso il negozio di libri era tornato a Garlasco. Nelle fasi del suo ritorno, Sempio aveva notato del caos attorno alla villetta Poggi, del suo amico Marco, ma non si era fermato salvo poi tornarci successivamente con suo padre.

“Non è il suo alibi”: parla l’avvocato di Sempio

Proprio sul ticket del parcheggio sono state dette molte cose. In un primo momento si era pensato che quello scontrino fosse l’alibi di Sempio ma piano piano questa pista è andata a scemare anche per via di diverse ricostruzioni spesso contrastanti. Sul tema ha voluto fare chiarezza una volta per tutte Liborio Cataliotti, difensore proprio di Sempio.

Parlando a Fanpage.it, il legale ha detto: “La settimana prossima andremo a depositare il fascicolo difensivo sullo scontrino. Non ci sono dubbi sulla sua autenticità, se ci fossero stati la Procura si sarebbe attivata tempo fa. Non può essere uno scontrino falso e su questo siamo assolutamente tranquilli”. E ancora: “È impossibile che sia falso, ha una carta particolare. Ci sono cinque schede di attivazione. Tecnicamente è impossibile che sia falso”.

Al netto dell’autenticità del ticket, Cataliotti ha ribadito che comunque il tagliando non è l’alibi di Sempio: “Questo perché non è individualizzante: quel pezzo di carta non può svelare per quella macchina e da quale conducente è stato stampato. Quel biglietto non è l’alibi, non è la prova che Andrea Sempio sia stato lì”.

Sottolineando come tra Sempio e Chiara Poggi non ci siano mai stati contatti e collegamenti, l’alibi del suo assistito potrebbe essere un altro. In questa situazione restano determinanti le testimonianze della famiglia dell’uomo. “Nei processi l’onero probatorio, ovvero l’onere di dimostrare una responsabilità, incombe su chi accusa, non a chi difende. In questo caso l’alibi di Sempio, nel caso ci fosse necessità, sta nell’orario in cui è avvenuto il fatto: quella mattina l’ha descritta dall’inizio alle prime ore del pomeriggio, quando va dalla nonna. Importante è la testimonianza dei parenti, che sono già stati sentiti tutti. Tranne la nonna”.

Leggi anche
Emanuela Orlandi: spunta un uomo misterioso e la pista del “filmino”

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 13 Febbraio 2026 13:08

Emanuela Orlandi: spunta un uomo misterioso e la pista del “filmino”

nl pixel