In seguito ai test svolti con successo da Kimi Antonelli, sono emersi dei dati che cronometro alla mano potrebbero essere passati in sordina.
I test prestagionali di Formula 1 del 2026 in Bahrain hanno offerto uno spettacolo interessante, non tanto per i tempi registrati, quanto per le dinamiche e le strategie dei team in vista della nuova stagione. Andrea Kimi Antonelli ha impressionato con la sua Mercedes W17, ma i tempi sul giro non raccontano tutta la storia. Le dichiarazioni e le mosse dei vari team principali, come Mercedes, Red Bull e Ferrari, indicano una volontà di mantenere le carte coperte, evitando di mostrare troppo le proprie carte ai rivali.

La strategia dei top team nei test: nascondere il vero potenziale
Durante le sessioni di test, non è passato inosservato il gioco di equilibri fra i team di vertice. Toto Wolff e George Russell hanno puntato il dito verso la Red Bull, definendola avvantaggiata di oltre un secondo al giro grazie alla sua efficienza energetica. Tuttavia, da Red Bull è arrivata una risposta che ribalta lo scenario, indicando Mercedes, Ferrari e McLaren come i team da battere. Al contempo, Andrea Stella della McLaren ha posizionato il suo team dietro i principali rivali, mentre Fred Vasseur della Ferrari ha mostrato soddisfazione nel non avere troppa attenzione sulla sua squadra.
Le difficoltà di Aston Martin e l’impatto del nuovo ciclo tecnico
Un’altra storia che ha catturato l’attenzione è la situazione di Aston Martin, che sembra trovarsi in difficoltà. Nonostante la presenza di un team tecnico di alto livello, con Adrian Newey e Fernando Alonso a bordo, il progetto AMR26 sta mostrando lacune significative. Lance Stroll ha espresso critiche verso la monoposto, mentre Alonso ha sottolineato la necessità di miglioramenti. L’interazione tra telaio e motore sembra essere un aspetto critico non solo per Aston Martin ma per diversi team, in quanto l’integrazione tra i diversi componenti può fare la differenza nelle prestazioni.
Le sfide tecniche e strategiche della nuova stagione
Le novità regolamentari del 2026 stanno costringendo i team a rivedere le loro strategie, specialmente per quanto riguarda le partenze e la gestione dell’energia. La procedura di partenza si è complicata, con i piloti che devono mantenere il motore su di giri più a lungo per ottimizzare l’uso del turbo, senza però compromettere la batteria. Questo potrebbe portare a situazioni critiche di sicurezza in gara. Inoltre, il nuovo ciclo tecnico ha introdotto strategie di guida più complesse, spingendo i piloti a utilizzare la prima marcia più frequentemente per ricaricare le batterie. Questo, però, introduce una maggiore instabilità nei veicoli, mettendo alla prova le abilità dei piloti di gestire le loro monoposto in condizioni più impegnative.